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Un assaggio di Spagna

Il Dia de la Tapa celebra in tutto il mondo le tapas come simbolo della gastronomia spagnola.

Domani, giovedì 22 ottobre, sarà un giorno speciale: in tutto il mondo si celebrerà il Dia de la Tapa, la giornata internazionale dedicata alla gastronomia spagnola, che ha scelto questo tipico modo di mangiare per rappresentare a livello mondiale la propria cucina. Già perché la tapa non è un piatto, non è paragonabile alla pizza italiana o ai formaggi francesi: la tapa è una maniera di mangiare e probabilmente anche un modo di socializzare. Continua a leggere

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Tickets di Adrià ma non avete mai osato chiedere

Tickets, il tanto atteso bar à tapas aperto da Albert Adrià a Barcelona, ha aperto i battenti. E -come di consueto- circolano già leggende e notizie da chi non c’è mai stato e ci vorrebbe andare. Essendoci stato questo weekend provo a dare un po’ di conferme e smentite:

– “Tickets è il tapas bar di Ferran Adrià”
Falso: Tickets è una creatura di Albert, il fratello, con la collaborazione dei titolari di Rias de Galicia, vicina marisqueria galiziana di chiara fama.

– “Tickets è il Bulli pret-a-porter”
Falso anche questo: del Bulli qui c’è poco se non nello spirito: tanto divertimento e poche tecniche. I piatti paradossalmente sono più vicini a quelli di Inopia (oggi Lolita) anche se qui, per adesso, niente crocchette e patatas bravas

– “Da Tickets si trovano alcuni piatti del menu di Adrià”
Falso? Mah, io non ne ho trovati, a parte qualche tecnica (la sferificazione con le olive e le meringhe di mela). La carta è divisa in piatti da “picoteo”, salumi di Joselito (sempre magnifici), un’intera sezione dedicata alle ostriche (anche cucinate), piccoli panini e/o bocconi golosi, piatti di mare e qualche piatto di terra (pochissima carne in senso stretto, però). Paradossalmente se si è in cerca di piattini e snack del Bulli è meglio andare nell’attigua cockteleria 41 dove si accompagnano ad ottimi cocktail. Ma non è una cena.

– “Da Tickets si spende poco”
Vero ma dipende. I prezzi vanno dai 3 ai 12euro circa (a tapa) e per mangiare decentemente non è difficile spenderne 50. Comunque in linea con i prezzi cittadini delle tapas di qualità. Insomma per la prima volta nella storia se si riesce a prenotare si può dire di essere stati in un “locale degli Adrià” spendendo meno di 200euro. Io ne ho spesi 78.

– “Finalmente si riesce a prenotare”
Vero, ma se si fa in fretta. Il democratico sistema di prenotazioni (non c’è telefono: solo su internet, prendendo il ticket, giusto e appunto) non permette di conoscere l’identità del prenotante prima di dare la disponibilità per quel giorno. In tanti hanno già prenotato ed è difficile trovare posto già per maggio.

– “Tickets è meglio di tanti stellati della città”
Falso: Tickets non è un ristorante e non è un’alternativa alle tavole stellate. È proprio un’altra cosa. È un bar a tapas!!

– “Da Tickets ci si diverte da matti”
Verissimo: Se c’è un grande insegnamento che il Tickets si porta dietro dal Bulli è quello della ristorazione come esperienza multisensoriale e divertente. Si lasciano alle spalle i pregiudizi, ci si siede e ci si diverte. Col palato, la vista e con le idee. Da matti.

Da Barcelona #4

Ci siamo. Tra pochi giorni dovrebbe iniziare la nuova
avventura barcellonese dei fratelli Adrià. Ben inteso: NON la
fondazione che segnerà l’evoluzione/trasformazione del Bulli di
Roses bensì il nuovo locale di tapas della Ciudad Condal. Se
continuità si vuole vedere qui la si deve cercare nell’ex Bar
Inopia oggi Lolita Taperia. La “Cocteleria 41” dovrebbe aprire già
martedì 11 mentre si dovrà aspettare ancora qualche giorno per il
“Tickets” (http://www.ticketsbar.es/en/prensa), ovvero il locale
creato insieme a quelli di Rias de Galicia, noto ristorante di
pesce (costosissimo) sito a pochi passi, in zona Poble Sec. Quindi,
ancora una volta, lontano dalla Rambla e dal turismo.

Da Barcelona #1

(foto Gastronomiaycia.com)

Qualche giorno fa un caro amico mi ha detto: “mi mancano i tuoi Da Barcellona…”. In effetti qualche tempo fa sulla rivista per cui scrivevo tenevo una rubrica intitolata proprio “Da Barcellona” in cui raccontavo novità ed esperienze dalla capitale catalana. Tanto che molti pensavano mi fossi trasferito lì. Invece la mia è solo una passione e a Barcellona ci vado quando posso. Cioè fino ad adesso 67 volte. Le ho contate 🙂

Per la cronaca poi la rubrica fu brillantemente chiusa.

Dunque mi è venuta voglia di scrivere qui i miei racconti catalani, togliendo solo una “l” dal titolo, tanto per fare qualcosa di assolutamente diverso.

Comincio raccontando di un locale di cui qui da noi (e chissà perché poi…) si è parlato pochissimo. Il bar Inopia, ovvero il bar à tapas aperto da Albert Adrià (fratello di Ferran) e dal suo socio Joan. Un locale fantastico, dove venivano servite grandissime tapas di tradizione a prezzi modici. Per la serie Albert e Ferran non sono solo texturas e cucina d’avanguardia ma anche progetti rassicuranti e idee geniali. Stavolta di tradizione.

Già, ho scritto “venivano”. Perché Inopia, col nome con cui lo abbiamo conosciuto ha aperto nel 2006 e chiuso il 31 luglio del 2010. Dal 1 settembre al suo posto Joan (senza Albert) continua sostanzialmente la stessa avventura, ma con un altro nome: Lolita Taperia.

Ferran e Albert stanno invece lavorando al concept di un nuovo progetto di bar barcellonese che dovrebbe aprire a breve. Vi saprò dire.

Lolita Taperia

c/Tamarit 104 (metro Rocafort)

Barcelona

sui 20euro