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Aperti a pranzo

Se, nel mare di ammiccamenti alla tradizione e finte nonne e cucine-di-una-volta-che-non-si-sa-quand’era, ogni tanto si trova qualcosa di straordinario, spesso questo accade con gli aperti a pranzo. Ovvero quelle trattorie a gestione familiare che hanno sempre svolto ruolo di servizio di ristorazione (vero) e dunque non si sono mai posti il problema dell’apertura serale. Tra questi Tremoto, di cui ho avuto occasione di scrivere sabato su Repubblica, è uno di quelli che preferisco. Continua a leggere

OsteriedItalia2012

le nuove Osterie d’Italia

Avevamo in mano un lavoro straordinario e l’impresa era ardua: crescere e migliorarsi senza stravolgere nulla del patrimonio costruito negli anni. La guida Osterie d’Italia 2012 volevamo fosse una guida nuova e al tempo stesso -si perdoni la ripetizione- sempre la stessa guida. La principale novità è forse che abbiamo adeguato il nostro sguardo. Per farlo il primo intervento è stato rinnovare la guida graficamente dentro e fuori: abbiamo da un lato rafforzato l’identità interna – mantenendo il colore di copertina che da qualche anno contraddistingue Osterie d’Italia – ed esterna dando anche a Osterie l’aspetto delle altre guide slow inaugurato lo scorso anno con Slow Wine. Dall’altro abbiamo modificato la grafica delle schede con nuovi simboli e nuovi colori, un nuovo carattere, e una maggior pulizia; quella delle cartine che abbiamo reso più precise; quella degli inserti che abbiamo distinto con maggior forza dalle schede di osterie, rendendoli più leggeri e dando più valore alle loro introduzioni che sono fondamentali per raccontare realtà spesso poco conosciute. Continua a leggere

App Slow Wine

E’ finalmente disponibile su Apple Store l’applicazione di Slow Wine. E’ stato un lavoro lungo e impegnativo che ci ha coinvolto insieme ad Ovolab e che ha visto ragionamenti e sviluppi grafici originali. Ovviamente è solo l’inizio di un percorso, al quale ci stiamo dedicando con le massime energie possibili. Anche per questo ci abbiamo messo un po’ più di tempo del previsto.

Ma è questa l’occasione per un ulteriore grazie a chi la guida l’ha voluta e realizzata in questi mesi, così come a tutti quelli che l’hanno salutata con gioia e ci stanno dando il loro prezioso feedback, sia sul fronte dei produttori che su quello dei lettori in genere.

Da tutti adesso ci aspettiamo molti download 🙂 e altrettanti commenti e suggerimenti.

In attesa di Osterie e della versione “internazionale” per la quale siamo già a metà dell’opera e che ci vedrà in prima fila anche nella presentazione, prevista per fine febbraio. Ma per questo c’è ancora un po’ di tempo.

Vicini al traguardo

Ci siamo. Abbiamo messo a punto gli ultimi dettagli per la presentazione di Osterie 2011 e Slow Wine 2011. Saremo parecchi e fervono i preparativi. Adesso che abbiamo le guide in mano -peraltro- tutto appare più facile, diciamo che il cielo è più sereno. Non era scontato riuscire a farcela ma adesso che il dado è tratto la soddisfazione è grande. Gli ultimi biglietti per la degustazione di Venaria saranno in vendita direttamente al Palaolimpico di Torino la mattina di mercoledì 20, se ne avremo ancora (ma qui ovviamente speriamo di no) anche all’ingresso della Reggia, alle 15. Per Osterie l’appuntamento per la consegna delle chiocciole è invece lunedì 25 alle 11. Ma lì si entra solo con l’invito.

Ci stanno chiamando in tanti: domande, complimenti, curiosità, amicizia. Quelli che hanno fatto la guida, quelli che hanno letto le liste, quelli che vogliono dire la loro o contribuire alle prossime edizioni. Noi intanto ci stiamo dando da fare sul fronte elettronico. Ma questo lo racconteremo mercoledì mattina sul palco dell’Isozaki. Abbiamo sicuramente imparato un bel po’ di cose, in questi mesi e in queste ore. Tra queste c’è il fatto che classifiche e gerarchie sono uno tra i temi più richiesti da chi ci guarda da fuori. Abbiamo cercato di evitarle in tutti i modi: non abbiamo utilizzato punteggi, non abbiamo fatto gerarchie (ma creato tre chiavi di lettura per cantine e vini) eppure in molti hanno cercato di ricostruire classifiche e confronti che non ci sono. Interessante anche questo. Anche perché in tanti ci aspettavano al varco. Ci vorrà un po’ di tempo per abituarsi alle novità (anche per noi) e capire a fondo la guida. Per intanto io la leggo, la sfoglio e la rileggo e penso che la squadra capitanata da Gariglio e Giavedoni abbia davvero fatto un gran lavoro.

Prezzi

Qualche giorno fa ho parlato con un ristoratore emiliano i cui prezzi risultavano un po’ “al limite” dei confini che ci siamo dati per la guida Osterie di Slow Food a cui stiamo lavorando. Lui mi ha fatto notare che i suoi prezzi sono gli stessi da cinque anni. A questo punto -ovviamente- ci sarà da capire se i conti che non tornano sono i nostri o i suoi ma questo è poco importante e lo vederemo a fine guida. E ad ogni modo stiamo parlando di prezzi da guida Osterie d’Italia, quindi ben più bassi della media.

Quello che mi ha colpito però è che i prezzi bloccati da cinque anni sono una notizia sensazionale. Una cosa incredibile. Se paragonata con la tendenza di molti altri ristoratori di qualità.

Poi ho parlato con mio padre e gli ho chiesto quanto avesse pagato cinque anni fa (l’unica volta in cui c’è stato) per andare a mangiare in un ristorante che piace molto ad entrambi. Mi ha risposto 50euro. Sono andato a vedere il menu che ho preso l’ultima volta -in dicembre ’09- e gli euro sono diventati 100. Poi ho letto la newsletter di Marchi e la lettera del ristoratore che ce l’ha con l’assessore. Dibattito interessante.

E allora ho cominciato a fare mente locale sui prezzi degli ultimi anni, ho preso le guide in mano e le ho rilette, e ho scoperto che i rincari degli ultimi cinque anni vanno da un minimo del 40 al 120%. Questo perlomeno per i locali di successo. E ce n’è anche qualcuno che in quindici anni ha aumentato i prezzi del 500%. Ma va bene, lì c’è l’euro. E allora fa soltanto il 250%

Secondo me stiamo impazzendo e se continuiamo finiremo contro un muro. Altro che crisi.