Articoli

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Tickets di Adrià ma non avete mai osato chiedere

Tickets, il tanto atteso bar à tapas aperto da Albert Adrià a Barcelona, ha aperto i battenti. E -come di consueto- circolano già leggende e notizie da chi non c’è mai stato e ci vorrebbe andare. Essendoci stato questo weekend provo a dare un po’ di conferme e smentite:

– “Tickets è il tapas bar di Ferran Adrià”
Falso: Tickets è una creatura di Albert, il fratello, con la collaborazione dei titolari di Rias de Galicia, vicina marisqueria galiziana di chiara fama.

– “Tickets è il Bulli pret-a-porter”
Falso anche questo: del Bulli qui c’è poco se non nello spirito: tanto divertimento e poche tecniche. I piatti paradossalmente sono più vicini a quelli di Inopia (oggi Lolita) anche se qui, per adesso, niente crocchette e patatas bravas

– “Da Tickets si trovano alcuni piatti del menu di Adrià”
Falso? Mah, io non ne ho trovati, a parte qualche tecnica (la sferificazione con le olive e le meringhe di mela). La carta è divisa in piatti da “picoteo”, salumi di Joselito (sempre magnifici), un’intera sezione dedicata alle ostriche (anche cucinate), piccoli panini e/o bocconi golosi, piatti di mare e qualche piatto di terra (pochissima carne in senso stretto, però). Paradossalmente se si è in cerca di piattini e snack del Bulli è meglio andare nell’attigua cockteleria 41 dove si accompagnano ad ottimi cocktail. Ma non è una cena.

– “Da Tickets si spende poco”
Vero ma dipende. I prezzi vanno dai 3 ai 12euro circa (a tapa) e per mangiare decentemente non è difficile spenderne 50. Comunque in linea con i prezzi cittadini delle tapas di qualità. Insomma per la prima volta nella storia se si riesce a prenotare si può dire di essere stati in un “locale degli Adrià” spendendo meno di 200euro. Io ne ho spesi 78.

– “Finalmente si riesce a prenotare”
Vero, ma se si fa in fretta. Il democratico sistema di prenotazioni (non c’è telefono: solo su internet, prendendo il ticket, giusto e appunto) non permette di conoscere l’identità del prenotante prima di dare la disponibilità per quel giorno. In tanti hanno già prenotato ed è difficile trovare posto già per maggio.

– “Tickets è meglio di tanti stellati della città”
Falso: Tickets non è un ristorante e non è un’alternativa alle tavole stellate. È proprio un’altra cosa. È un bar a tapas!!

– “Da Tickets ci si diverte da matti”
Verissimo: Se c’è un grande insegnamento che il Tickets si porta dietro dal Bulli è quello della ristorazione come esperienza multisensoriale e divertente. Si lasciano alle spalle i pregiudizi, ci si siede e ci si diverte. Col palato, la vista e con le idee. Da matti.

È morto Santi Santamaria

Diversi media spagnoli tra cui El Mundo hanno diffuso la notizia della morte, per attacco di cuore, di Santi Santamaria, oggi a Singapore.

Santi, chef tristellato del Racó de Can Fabes a Sant Celoni (Barcelona) è stato l’eterno rivale di Adrià, rivendicando una posizione radicalmente contraria all’avanguardia della cucina. Celebre il suo ultimo intervento polemico, circa due anni fa, che ha dato poi vita ad una serie di dibattiti e interventi, tra cui anche l’ispirazione per le azioni di Striscia la Notizia nel 2009.

Mitica Phaidon, però…

Ero tra i tanti ad aspettare l’uscita di “Coco”, il libro pubblicato da Phaidon su cento chef contemporanei. Se ne parlava da tempo, si vociferava di scelte geniali ed interessanti, di un’opera unica nel suo genere. E’ uscito, è bello, i cento cuochi ci sono e molte scelte sono incisive e originali. Però…

Però si vede che che appena si esce dal seminato e si mettono insieme firme e suggerimenti diversi ed “importanti” ma mal coordinati ecco che anche Phaidon scivola sulla buccia. D’altro canto come riuscire a tirare un filo rosso tra Alice Waters, Fergus Henderson, Ferran Adrià? Il risultato è che -a fianco di Lopriore, Crippa e Oldani- nella capitale spuntano fuori il cuoco della (incredibile e innovativa) mensa dell’American Academy (non accessibile al pubblico) e quello del bar ristorante Necci, locale trendy del quartiere del Pigneto e molto frequentato per le sue atmosfere più che per la sua cucina.

Molto difficile, per una persona normale, capire il senso del tutto. Per me un’occasione persa, peccato.