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La guerra mondiale dell’alta cucina?

Ieri a Barcellona, all’interno di BCNVanguardia, ennesimo congresso di cucina, la ministra dell’ambiente insieme ad un nutrito gruppo di cuochi e giornalisti ha annunciato che la Spagna è lanciata alla conquista del mondo (gastronomico). Che sono in vista piogge di finanziamenti, che i grandi chef iberici sono ormai accreditati come i migliori e che non trova le parole per ringraziarli di ciò che hanno fatto per l’immagine del proprio paese. “Qualcosa che non ha fatto nessuno”. Chapeau!

In Francia ci si organizza -e bene- per il rilancio della categoria. Confermando le voci che davano un Ducasse spesato dal governo per promuovere la cucina francese contro l’avanzata degli spagnoli. I fermenti (vivi) ci sono e a quanto pare a Parigi non stanno a guardare. Ieri su Sud-Ouest, tanto per tenere bassi i toni, un giornalista si chiedeva retoricamente se Ferran Adrià sia davvero “da bruciare”. Domanda retorica ma l’espressione fa paura. Come hanno fatto paura -e tanto- i toni delle polemiche nostrane.

Ah, già, l’Italia. Tutti a Barcellona (spagnoli, americani, francesi, scandinavi, tedeschi, brasiliani) ieri si chiedevano il perché del nostro incomprensibile decreto. Vissuto ovviamente come una dichiarazione di guerra all’alta cucina. Ma soprattutto la domanda era: “perché i cuochi italiani non dicono niente..?”

Ecco. Gli eserciti si attrezzano. Il nostro? Io voto per un generale pacifista (bella foto presa dal Blog Spilucchino).

Anzi, è già il leader. Non gli piace essere chiamato maestro ma leader lo è. Non c’è bisogno che nessuno lo voti più… 🙂

Dos Cielos

2 cielosDue cieli, quello del mare e quello della montagna. Il ristorante è quello aperto dai fratelli Torres nell’orribile, nuovo (?) hotel ME di Barcelona. Atmosfere da bordello postmoderno. E invece il piano a loro dedicato è un’oasi che sembra lì per sbaglio. Dos Cielos è un unico ambiente senza soluzione di continuità tra cucina e sala e i cuochi che si muovono precisi e in silenzio, rendendo il tutto quasi surreale. Arredi moderni, essenziali, panorama sulla città da una parte e dall’altra. Loro sono lì e nessuno li disturba. Sono una delle novità più interessanti della capitale catalana: una cucina di base classica, ottima materia prima, cotture molto precise, prodotti scelti attentamente sul territorio (non solo catalano). La crema di fagioli su fagioli con granseola (nella foto di Philippe Regol, che mi ha accompagnato) era semplicemente perfetta. Ma il riso nero con espardenyas faceva gridare al miracolo: il coraggio di fare un piatto semplice senza doverlo ripensare! Forse uno dei risi più buoni mai provati tra Catalogna e Valencia. Mi dicono che i due gemelli (entrambi in cucina) abbiano lavorato con Philippe Rochat, l’erede di Girardet. Complimenti al maestro.

Dos Cielos
Carrer Pere IV 272
Barcelona
t. +34 93 367 20 70

sui 70euro (vini esclusi)