3 chiavi e una bella mano

Inevitabilmente, visto che stiamo mettendo in cantiere tante belle novità per la guida Osterie d’Italia di Slow Food, me ne vado in giro (più di prima) per tavole di territorio e a buon mercato. E potrebbe sembrare scontato parlar bene di una di queste, a molti nota, anche perché il titolare, Sergio, è anche attivo associativamente nel mondo Slow.

Non è di lui infatti che voglio parlare qui 😉 ma di Annarita e del suo gruppo di cucina. Già perché io alla Locanda delle Tre Chiavi di Isera ho trovato proprio una bella mano. E non è così comune o così scontato che in una cucina semplice portatrice di valori di territorio e di tradizione prevalga anche lo stile di chi cucina. In questo caso è stato così e il salmerino e il ragù di lucanica fresca Trentina (in menu è scritta così) li ricordo ben chiari e spero di mangiarli di nuovo e presto. Per il resto la Locanda è un luogo di grande accoglienza, in cui tutto gira bene e le linee guida sono chiare. Non c’è retorica, non c’è folclore, piuttosto l’interpretazione -quando serve anche con un po’ di modernità- del territorio. A partire dalla scelta delle materie prime e dei fornitori locali. Che non è solo questione di griffe e denominazioni.

E questo è un tema di cui si può e si deve ragionare di più soprattutto nella ristorazione più a buon mercato. Abbiamo cominciato.

Slow Wine Day 7 marzo

Un giro di boa. E’ quello a cui siamo arrivati, a cinque mesi dall’uscita della prima edizione della guida vini di Slow Food e a poco più di sei dalla prossima edizione. Un giro che vogliamo festeggiare a Roma con un grande evento. Insieme ad Antonello Colonna, che ci ospita in casa sua nella bellissima cornice del Palazzo delle Esposizioni abbiamo organizzato per lunedì 7 marzo una giornata speciale, piena di persone e di assaggi. Un vero Slow Wine Day.

La mattina presenteremo alla stampa la guida e soprattutto ragioneremo sulle novità previste per il prossimo anno. Sarà l’occasione per fare il punto insieme e condividere opinioni e progetti. Sarà anche l’occasione per raccontare della nuova release dell’App per Iphone, disponibile dal 10 marzo in versione “free” con la navigazione limitata alle sole schede dei “Vini quotidiani”(bottiglie che costano fino a 10 euro in enoteca) ma che comunque mantiene tutti i tools di base come realizzare i preferiti, consultare le mappe, condividere cantine e vini su facebook e visualizzare la lista di tutte le cantine. La versione a pagamento è invece completa di tutti i vini e le schede di dettaglio e sarà in vendita, tramite in-app purchase, a 5,99euro.

Dalle 16 in poi più di sessanta produttori (in buona parte cantine chiocciolate) proporranno in degustazione alcuni dei loro migliori vini.

About Venice

A Venezia è (e resta) difficile mangiare bene. Trovare ristoranti degni e non solo folclore spennaturisti. Detto questo è altrettanto vero che esistono pochi luoghi al mondo in cui il cibo e la tavola rappresentano un’esperienza così intensa e singolare. Anzi, mi viene da dire che un viaggio a Venezia non sia tale se non si completa con una buona sosta con le zampe sotto il tavolo.

Mi è capitato in passato, mi è capitato di nuovo, anche grazie alla scoperta di veneziani DOC come Enrico Fantasia, Gianni Bonaccorsi, Luca Di Vita. Che se ti portano per mano ti fanno scoprire un’altra città. E, a tavola, ti aiutano a comprendere più di una cosa. Insomma una cena alle Testiere o al Ridotto da’ soddisfazione quanto una visita al Museo del Settecento Veneziano.

Nel mio ultimo giro ho trovato dei tenerissimi calamaretti con castraure di Bruno Cavagnin, oltre all’ottimo baccalà mantecato e ai ravioli di zucca al nero di seppia. Al Ridotto invece un la minestra di pasta mista con crostacei e pesci di scoglio di gennariana memoria passava dal Tirreno all’Adriatico in una versione, con tubetti e canoce, molto ben studiata da Gianni. Quando si dice un’ispirazione rielaborata con criterio, visto che il sapore di questo piatto è inconfondibilmente legato al pesce di laguna, e quindi diverso da quello di Vico Equense.

Non male anche la fritturina del ristorante Wildner dell’omonima Pensione. Qui il giovane Luca, comincia a far pesare la sua versione, migliorando qualità e contenuti, in una bellissima veranda sulla Riva degli Schiavoni. Molte cose sono ancora da mettere a punto ma la partenza è buona e i prezzi anche.

Last but not least, per me, c’è sempre il Molino Stucky. Perché è bello e perché prendere ogni giorno un motoscafo dalla Giudecca per muoversi aggiunge, un po’ come il baccalà, una buona dose di gusto. Al Molino c’è un bar imperdibile, quello che mi piace pensare come l’Harry’s del terzo millennio 🙂 con vista sulla laguna. E al Molino hanno tolto il tonno dai menu, perché non sostenibile. Che mi sembra un buon segnale, soprattutto se fatto da un albergo di catena di questo tipo.

Ho mangiato male

Mi dispiace proprio un po’. Perché è stato uno dei miei luoghi del cuore, e perché considerato un baluardo della ristorazione cittadina a Roma. Ma sabato sera a La Campana ho mangiato male.

La Campana, probabilmente uno dei ristoranti più antichi di Roma, è una trattoria vecchio stampo dalla clientela abituale, a due passi da piazza Navona. Cucina schietta, fondamentalmente tradizionale, ambiente rumoroso, apparecchiatura decente e prezzi giusti. Ci sono tornato con la speranza di recensirlo per Osterie d’Italia 2012 ma non si può fare. Non sono l’unico ad aver tollerato qualche forzatura, negli ultimi anni, come la presenza della vignarola (piatto stagionale per antonomasia) dall’estate all’inverno, senza interruzioni. Ma le buone animelle ai ferri e la mitica torta di mele nel forno (le foto sul sito la ritraggono) facevano perdonare tutto.

Però stavolta i carciofi fritti unti e dall’odore poco piacevole e le mezze maniche che arrivano fumanti esattamente 120 secondi dopo l’ordine (con evidenti conseguenze sul tipo di consistenza della pasta) hanno rovinato tutto.

Peccato, perché il sugo di coda alla vaccinara non era niente male…

Ristorante La Campana

vicolo della Campana, 18

00186 Roma

tel. 066875273

prezzo medio: 40euro (vini esclusi)

App Slow Wine

E’ finalmente disponibile su Apple Store l’applicazione di Slow Wine. E’ stato un lavoro lungo e impegnativo che ci ha coinvolto insieme ad Ovolab e che ha visto ragionamenti e sviluppi grafici originali. Ovviamente è solo l’inizio di un percorso, al quale ci stiamo dedicando con le massime energie possibili. Anche per questo ci abbiamo messo un po’ più di tempo del previsto.

Ma è questa l’occasione per un ulteriore grazie a chi la guida l’ha voluta e realizzata in questi mesi, così come a tutti quelli che l’hanno salutata con gioia e ci stanno dando il loro prezioso feedback, sia sul fronte dei produttori che su quello dei lettori in genere.

Da tutti adesso ci aspettiamo molti download 🙂 e altrettanti commenti e suggerimenti.

In attesa di Osterie e della versione “internazionale” per la quale siamo già a metà dell’opera e che ci vedrà in prima fila anche nella presentazione, prevista per fine febbraio. Ma per questo c’è ancora un po’ di tempo.

Parigi, Svezia, Italia

Una delle cose gastronomicamente più rilevanti di questo intensissimo Salone del Gusto 2010 è stata per me la cena “Parigi, Svezia, Italia”. Un evento unico, nei fatti la ricostituzione di un sodalizio, quello tra Peter Nilsson e Giovanni Passerini, che hanno lavorato insieme per un bel po’ di tempo. Mi sono accorto che tanti italiani, distratti da blasoni e nomi altisonanti, hanno lasciato passare uno degli appuntamenti più significativi mentre invece gli stranieri affollavano la sala del Ruràl (Corso Verona 15/c, Torino – t.011.2478470) domenica scorsa: brasiliani, canadesi, statunitensi, francesi, olandesi, inglesi.

Una cena difficile da dimenticare, in cui l’attenzione alle materie (non solo nella scelta ma anche nelle preparazioni) ben si fondeva con uno spirito leggero e scanzonato e con l’ispirazione dei cuochi. E dunque insalata di sgombro garusoli e porri, topinanbur fondente con mele e tartufo nero, raviolo di cipolle con ostriche e funghi, manzo alla salvia (i piatti erano questo e molto di più, le mie sono solo sintesi, n.d.r.).

La sensazione -nettissima- era quella di una generazione di cuochi affine a tutto quello che stava succedendo dentro ai padiglioni del Lingotto e anche per questo capace di fregarsene di modelli predefiniti. Passerini e Nilsson sono due esponenti importanti della bistronomia parigina (e ci tengono a sottolineare che il fenomeno è parigino) ovvero di quell’insieme intelligente di selezione di prodotti e suggestioni che costruiscono menu del giorno dalle caratteristiche sempre nuove. Ristoranti che, per 25-35-50 euro (dipende se pranzo o cena e dal menu) sono in grado in questo momento di offrire bocconi ed emozioni tra le più interessanti d’Europa.

E’ tempo ormai di dire le cose come stanno e dunque accettare il fatto che in molti hanno smesso di cercare un tavolo dal buon Gagnaire perché preferiscono andare da Rino. E -cosa non da poco- a questi molti si aggiungono tutti quelli che da Gagnaire non ci sono mai stati e che attraverso i bistrot stanno scoprendo che la cucina d’autore è una cosa seria.

(foto Luciano Pignataro)

Vicini al traguardo

Ci siamo. Abbiamo messo a punto gli ultimi dettagli per la presentazione di Osterie 2011 e Slow Wine 2011. Saremo parecchi e fervono i preparativi. Adesso che abbiamo le guide in mano -peraltro- tutto appare più facile, diciamo che il cielo è più sereno. Non era scontato riuscire a farcela ma adesso che il dado è tratto la soddisfazione è grande. Gli ultimi biglietti per la degustazione di Venaria saranno in vendita direttamente al Palaolimpico di Torino la mattina di mercoledì 20, se ne avremo ancora (ma qui ovviamente speriamo di no) anche all’ingresso della Reggia, alle 15. Per Osterie l’appuntamento per la consegna delle chiocciole è invece lunedì 25 alle 11. Ma lì si entra solo con l’invito.

Ci stanno chiamando in tanti: domande, complimenti, curiosità, amicizia. Quelli che hanno fatto la guida, quelli che hanno letto le liste, quelli che vogliono dire la loro o contribuire alle prossime edizioni. Noi intanto ci stiamo dando da fare sul fronte elettronico. Ma questo lo racconteremo mercoledì mattina sul palco dell’Isozaki. Abbiamo sicuramente imparato un bel po’ di cose, in questi mesi e in queste ore. Tra queste c’è il fatto che classifiche e gerarchie sono uno tra i temi più richiesti da chi ci guarda da fuori. Abbiamo cercato di evitarle in tutti i modi: non abbiamo utilizzato punteggi, non abbiamo fatto gerarchie (ma creato tre chiavi di lettura per cantine e vini) eppure in molti hanno cercato di ricostruire classifiche e confronti che non ci sono. Interessante anche questo. Anche perché in tanti ci aspettavano al varco. Ci vorrà un po’ di tempo per abituarsi alle novità (anche per noi) e capire a fondo la guida. Per intanto io la leggo, la sfoglio e la rileggo e penso che la squadra capitanata da Gariglio e Giavedoni abbia davvero fatto un gran lavoro.

La degustazione dell’anno

Rapida intrusione del mio lavoro nel blog (anche perché con tutto il lavoro che c’è non si scrive), ma qui ci stiamo dando dentro parecchio per l’organizzazione della degustazione Slow Wine 2011 per la presentazione della guida. E un pizzico d’orgoglio ci sta…

Domani partono gli ultimi sopralluoghi per Venaria Reale per la messa a punto della grande degustazione. Già perché l’evento prevede la presentazione, la mattina di mercoledì 20 ottobre alle 10.30 al Palaisozaki, a due passi dallo Stadio Olimpico. Di Torino. Abbiamo deciso di fare le cose in grande 🙂

Mentre sempre mercoledì 20/10 ma nel pomeriggio, alle 15, la grande degustazione è nella Galleria di Diana della Reggia di Venaria Reale. Ma solo perché Versailles era un po’ fuori mano 😀

Venaria si raggiunge facilmente dal centro di Torino, in autobus, così come dall’aeroporto di Caselle.

Saranno in degustazione i vini delle cantine segnalate in guida con la chiocciola. Non dico altro se non che “i” vini significa che ogni cantina porterà a sua scelta tre vini e non uno solo. E’ la cantina ad essere segnalata e ci piace l’idea che la si conosca in modo più completo e articolato e che sia la cantina stessa a scegliere come presentarsi. Perciò di vini ce ne saranno parecchi e il dibattito sarà grande. Proviamo a portare alla Reggia un percorso possibile, un giro tra cantine e persone e non solo tra campioni da competizione. Sarà particolarmente piacevole assaggiare allo stesso tempo “riserve” e “vini base”, fare confronti, discutere, conoscersi.

Per questo motivo, senza nulla togliere agli amici e colleghi che stanno lavorando alle loro presentazioni, la nostra la si potrebbe definire la degustazione dell’anno.

Perché ci sono le cantine e non solo i vini

Perché è nella Reggia di Venaria

Perché ci divertiremo parecchio

Perché nel biglietto è inclusa una copia della guida

Perché è quella della guida Slow Wine, e quindi è nuova

Chiusura guide

Chiusura guide 2011

Qualcuno mi dava per morto. Semplicemente ero un po’ preso… (si dice così da queste parti). D’altro canto chi lavora nel mondo dell’editoria enogastronomica sa bene che questo è il periodo in cui si lavora di più. Perché è il periodo della chiusura delle guide. Perché le guide escono quasi tutte in ottobre, perché il mercato è costituito in buona parte dalle vendite che si fanno da settembre a Natale.

E’ stato un lavoro notevole. E non solo perché incrociare migliaia di dati, controllare e mandare in stampa è un’impresa importante sempre, ma perché in effetti -quando si ha una guida nuova da fare- è ancora più difficile. Nel nostro caso Slow Wine, di cui il buon Gianca racconta qui è stata un progetto che ha sa di epico… Un’avventura molto bella, che ha coinvolto centinaia di persone e una redazione giovanissima (età media sotto i 30anni) che ha passato un’estate a testa bassa e naso alto. Per la prima volta (e non solo perché si tratta di vino) il mio era un ruolo diverso, meno impegnato in prima fila e più concentrato a che tutti pezzi combaciassero bene insieme. Anche perché qui c’era un progetto grafico nuovo e il libro doveva prendere forma non solo nei contenuti.

Le cose sono andate particolarmente bene, anche sul fronte di Osterie, e le novità bollono in pentola e le racconteremo presto. Per intanto smaltiamo i nostri, di bollori, e io ringrazio tutti quelli che hanno partecipato all’impresa. Lo spirito con cui si è lavorato a questi progetti è per me la novità e la soddisfazione più importante di questo nuovo anno di lavoro.