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Cook_inc.

Mi ricordo perfettamente la prima volta che incontrai Anna Morelli: fu ad Alpe Adria Cooking, diversi anni fa. Anna era curiosa, aveva cominciato a lavorare sull’edizione italiana di Apicius, era piuttosto inesperta e si aggirava osservando. Continua a leggere

OsteriedItalia2012

le nuove Osterie d’Italia

Avevamo in mano un lavoro straordinario e l’impresa era ardua: crescere e migliorarsi senza stravolgere nulla del patrimonio costruito negli anni. La guida Osterie d’Italia 2012 volevamo fosse una guida nuova e al tempo stesso -si perdoni la ripetizione- sempre la stessa guida. La principale novità è forse che abbiamo adeguato il nostro sguardo. Per farlo il primo intervento è stato rinnovare la guida graficamente dentro e fuori: abbiamo da un lato rafforzato l’identità interna – mantenendo il colore di copertina che da qualche anno contraddistingue Osterie d’Italia – ed esterna dando anche a Osterie l’aspetto delle altre guide slow inaugurato lo scorso anno con Slow Wine. Dall’altro abbiamo modificato la grafica delle schede con nuovi simboli e nuovi colori, un nuovo carattere, e una maggior pulizia; quella delle cartine che abbiamo reso più precise; quella degli inserti che abbiamo distinto con maggior forza dalle schede di osterie, rendendoli più leggeri e dando più valore alle loro introduzioni che sono fondamentali per raccontare realtà spesso poco conosciute. Continua a leggere

Spiriti bollenti

Qualche tempo fa si è fatto un gran parlare di un libro con la copertina azzurra pubblicato da Feltrinelli. E io devo ancora capire perché. O meglio: buttare fango e raccontare storie piccantine e polemiche tira sempre. Ovvio. Il problema è che troppo spesso si racconta e disegna una ristorazione italiana che non esiste. Siamo già arrivati alle inutili caricature senza passare dal via. E non siamo invece capaci di narrare le cose vere, i profili dei protagonisti, quello che c’è dietro. Se poi lo deleghiamo a chi di questo mondo sa poco e cerca lo scoop allora è ancora peggio.

Per questo stamattina scrivo contento di questo bel libro. In libreria fra tre giorni, il 23, ma che io ho avuto la fortuna di leggere. Perché Raethia Corsini invece ci è riuscita. Raethia è una giornalista vera e soprattutto una gran narratrice, questo lo sapevo, ma che questo libro fosse così interessante invece no. Sono venti racconti, di altrettanti cuochi, frutto di interviste ben fatte e -come scritto nella nota per i lettori- riportate fedelmente nei contenuti e liberamente nella forma. Cosa fa Raethia? Semplicemente fa parlare i cuochi, ma per davvero però. Li racconta con una curiosità sincera e appassionata che riesce a dare un punto di vista nuovo e ancora troppo poco “esplorato”. Li racconta come persone. Con i loro pregi e i loro difetti, limiti ed entusiasmi, visioni del mondo e paure. E fu così che si capi’ che i cuochi sono esseri umani. Persone interessanti anche -e molto- lontano dai fornelli. E fu così che raccontandoli come persone venne fuori in modo palese il perché di alcune scelte fondamentali per il presente e il futuro della cucina italiana. Che non è fatta solo di tendenze, prodotti e di tecniche ma spesso di cultura. Quella dei cuochi. Perciò se volete sapere cosa faceva Uliassi da piccolo e quali sono le voglie segrete di Niko Romito dovete leggerlo 😉 Nel frattempo scoprirete cose interessantissime….

Insomma Raethia Corsini voleva raccontare energie e spiriti “bollenti” e ci è riuscita perfettamente. Allo stesso tempo ha messo un mattoncino per aiutare a fare ordine e un po’ di ricerca storica nella cucina italiana. Non c’è solo Signorini, insomma. Brava Raethia (ti invidio un po’) e complimenti a Guido Tommasi che questo libro lo ha voluto e lo ha pubblicato.

Narrare il g(i)usto

Mi appassiona l’idea che venerdì 26 alle 18.30 si premino i migliori narratori di ricette. Lo farà Roberta Corradin, che si è occupata e si occupa da tempo con attenzione del tema scrittura/narrazione del cibo da Eataly Torino.

Di eventi enogastrici ce ne sono ormai a bizzeffe, di quelli in cui si parla, si scrive e non si mangia ce ne sono molti meno (anche se non c’è da temere perché qui le ricette dei primi tre finalisti verranno cucinate dagli chef di Eataly).

Ad ogni modo il tema della scrittura è un tema davvero ancora tutto da esplorare e su cui riflettere, in questo settore. E’ quello che stiamo facendo leggendo e rileggendo in nostri ultimi libri Slow Wine 2011 e Osterie d’Italia 2011 appena usciti. Cercando di pensare a come si può e si deve raccontare meglio questo mondo. Le occasioni per ragionare di questo non sono moltissime e chi ne conoscesse altre e di nuove me lo faccia sapere. Sarebbe anche bello pensare di creare un network sul tema.

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Ricominciamo

Molto contento

Molto contento. Delle mie novità, del nuovo lavoro, dell’accoglienza di questi giorni da parte di colleghi e amici. Colgo l’occasione per ringraziarli tutti.

Quando si sta bene torna l’appetito, e a me oltre a quello è tornata anche la voglia di scrivere. Ordunque ci provo qui. Appunti sparsi, senza particolari velleità, unico obiettivo quello di mettere nero su bianco un po’ di pensieri e non disperdere tutte le occasioni di assaggio e scoperta. Che continuano ad essere tantissime.

Perciò svesto i panni del critico e vesto quelli del blogger a tutti gli effetti, e vediamo che succede 🙂