Roscioli, il pane e la cucina a Roma

Il locale che ha fatto (e continua a fare) la storia della buona tavola a Roma, nel libro di Elisia Menduni.

La prima volta che sono entrato da Roscioli – era il 1999 – ho trovato un bancone disordinato in cui facevano capolino alcuni prodotti fantastici e un ragazzo di bottega, appassionato quanto sincero. Non avrei mai immaginato che quel luogo, di lì a un lustro, sarebbe diventato un punto di riferimento della gastronomia mondiale. Capii qualcosa di più quando ci tornai da stagista del Gambero Rosso con Stefano Bonilli, che aveva in Roscioli molto più che il suo alimentari di riferimento. La riorganizzazione degli spazi e la creazione del winebar modello avevano trasformato una bottega come un’altra in un luogo di culto. Si avvicendavano cuochi, giornalisti, e soprattutto artigiani e produttori, gli stessi che man mano andavano a rinfoltire l’assortimento del luminoso bancone. Continua a leggere

Il gelato a Roma perde un gusto

Se n'è andato uno dei padri veri del gelato di qualità: Roma è orfana di Alberto Pica.

E mentre GROM veniva acquistato da Unilever e si apriva l’ennesima diatriba sul significato di “gelato artigianale” fra integralisti e studiosi (perché la nuova frontiera dei gastroesaltati è senz’altro il gelato) a Roma se ne andava uno dei padri veri del gelato di qualità: Alberto Pica. Non era granché simpatico, per la verità, e portava con sé molti dei vizi dei commercianti romani nella relazione con il cliente. Eppure, allo stesso tempo, Pica era una figura estremamente positiva per impegno e coerenza nell’ambito dell’artigianato del cibo buono. Continua a leggere

Ristorante Il Giardino Ventotene

Il ristorante ideale (Il Giardino?)

Confortevole, semplice e onesto. Con tanti buoni motivi per tornare.

Il ristorante ideale ha tratti sfumati, non troppo precisi, ma riconoscibili. Un insieme di cose che danno piacere e che al tempo stesso permettono di trovare (o ricreare) una propria dimensione a tavola. È, fondamentalmente, quello in cui si torna più volentieri e non è detto che si riesca a spiegare il perché. Ci si sta bene, quello è il perché. Continua a leggere

Winter Garden by Caino

Stiloso, sincero, toscano.

STILOSO – SINCERO – TOSCANO.

Questo è il classico caso di ristorante chenonaiutaavarcarelasoglia: nome tutto pensato sul cliente americano e hotel lussuoso di quelli che ci vorrebbe qualcuno che ti aiuti ad entrare senza troppi timori. E invece… E invece il salottino costruito nel salone antico del St. Regis di Firenze, appena restaurato, è, sì, elegante ma assolutamente informale. E chi non è mai stato in Maremma, nel mitico ristorante Caino di Montemerano, adesso può trovare qui la cucina di Valeria Piccini, forse una delle più schiette e intense che si trovino in Italia. Proprio niente di mediato o di costruito, insomma, piuttosto gli intensi sapori che animano le basi della creatività di questa cuoca, maremmana prima, toscana poi.

Trippa e lampredotto, panzanella rivisitata con gli scampi, pasta e fagioli (squisita!), risotto all’acqua di pomodoro, variazione di agnello e uno splendido zuccotto “destrutturato” che, al di là di tutto, è forse il miglior zuccotto mai assaggiato. Ai fornelli con Valeria (che occasionalmente troverete ai fornelli proprio qui, quando non impegnata a Montemerano) una squadra di giovani che conoscono ormai benissimo lo stile di questa cucina centrata sul gusto. Valeria da sempre sa come far felici i propri ospiti, unendo al saper fare la consapevolezza, tutta femminile, di chi vuole anche nutrire oltre che dare piacere. Molto bravi anche i giovani di sala, sorridenti e sempre disponibili, contribuiranno a far sentire l’ospite a suo agio. Tanti vini proposti a bicchiere (bollicine incluse) e dunque la possibilità di tenere il conto finale sotto controllo.

Winter Garden by Caino
Hotel St. Regis
Piazza Ognissanti 1, Firenze
Tel. 055 27163770
Prezzo medio: 80-90euro
www.restaurantbycainoflorence.com

Dao, cinese pettinato

Mi avevano parlato in tanti di Dao, nuovo ristorante cinese di Roma, in viale Jonio. Da tempo la curiosità dei romani verso un locale cinese di livello aveva attivato i sensori, alla ricerca di qualcosa che potesse superare i (pochi) nomi affermati: Hang Zhou, Celebrità, Court Delicati e il costoso Green T.

Il posto è molto gradevole, moderno, accogliente. Il servizio attento e preparato, peraltro generoso di spiegazioni. E, cosa più importante, qui non si fa uso di glutammato né di surgelati. C’è addirittura la cucina (quasi) a vista. Eppure qualcosa fa pensare ad una cucina progettata ad uso e consumo di italiani non poi così interessati alla cucina originaria, che hanno piuttosto bisogno di essere rassicurati: “di primo abbiamo delle paste fatte in casa, di riso, come gli spaghetti, le trofie e i cannelloni…cinesi”. E in effetti i gusti sembrano pettinati, addomesticati, lontani dall’intensità di quelli provati a NY o Londra.
Peccato!

Rosti a Roma, ristorante per clienti liberi

In questi giorni si è parlato più volte, qui e altrove, di “menu di persecuzione” o di “tirannia del menu”.Sono rimasto particolarmente colpito invece dall’idea di un ristorante nuovo, che ribalta completamente questa prospettiva: Rosti.
La struttura: tavoli sociali e grandi spazi, con la brace, il forno e lo spiedo a far da sfondo, ne costituiscono l’architettura. Continua a leggere

Sarchiapone

Trovare una buona pizza -può sembrare incredibile- non è per niente facile. Per un indirizzo valido ce ne sono almeno una decina capaci di regalarti acidità di stomaco per una settimana. Io a Torino mi ero appena imbattuto nella per me deludentissima “Cammafà” di piazza Galimberti (impasto pesantissimo, ingredienti di poco sapore e ricevuta “non fiscale” che conserverò per ricordo visto che me ne sono accorto troppo tardi). Ma il Sarchiapone mi ha salvato. Continua a leggere

Grande Muraglia

Subisco il fascino della cucina cinese. Dico il fascino perché non sono neanche sicuro di quello che ho mangiato e non pretendo di sapere di averla assaggiata davvero. L’esperienza più intensa fu quella -quasi dieci anni fa- al NY Noodle Town di una traversa di Canal Street. Ci andai con Marco Veneziani su consiglio di Fabio Rizzari e Alfonso Tornusciolo e per poco più di 10dollari mangiai un’anatra con il cipollotto che ancora ricordo. Anche per questo cerco sempre qualche buon indirizzo anche in Italia. Con scarsi risultati… Continua a leggere