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Perché le pizzerie non prenderanno mai la stella

Spesso mancano i requisiti di base per entrare nei canoni previsti dalla Rossa.

Una settimana fa c’è stata la presentazione della Guida Michelin e per dei giorni gli addetti ai lavori hanno avuto di che parlare. E fra le tematiche affrontate, motivo (annunciato) di discussione è stato anche il fatto che ci fossero delle nuove pizzerie inserite in guida ma ancora nessuna stella. Ora, il dibattito secondo me dovrebbe tenere conto di alcuni fattori, tutt’altro che secondari. Continua a leggere

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Michelin 2017, e l’inattesa pioggia di stelle

La nuova edizione della Rossa, presentata a Parma, è all'insegna di numerose nuove assegnazioni: proviamo a decifrare cosa c'è dietro.

Con la presentazione della Michelin di oggi a Parma si chiude la stagione 2017 delle guide, apertasi con Osterie d’Italia a Venaria Reale il 24 settembre, durante Terra Madre. Un anno pieno di novità e scelte forti, a partire proprio da quella di Osterie, che quest’anno ha cercato di dare una stretta identitaria sulla cucina autenticamente popolare. Poi è stata la volta de l’Espresso, che ha addirittura tolto i voti (per finta, perché sono stati tolti i voti numerici ma non i cappelli, che voti sono) ma soprattutto che ha “ristretto i pali delle porte”, per citare l’editoriale di Edoardo Raspelli nell’edizione d’insediamento della stessa guida, oramai molti anni fa. Un “restringimento”, però, quello scelto da Vizzari quest’anno, che ha scontentato molti facendo discutere. Ecco poi un Gambero Rosso sempre più romano-centrico che ha cercato la spettacolarizzazione dell’evento, un po’ come avveniva in passato, e si è dimostrato generoso allargando ancora la platea dei Tre Forchette. Continua a leggere

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La débâcle delle guide?

L'edizione 2016 della Michelin e le sue difficoltà nello sbilanciarsi e scegliere una strada.

Quest’anno, più che in altri anni, c’è da riflettere seriamente sul ruolo delle guide a partire dalla sommatoria dei risultati appena letti. E’ una riflessione da fare con serenità, in maniera ampia, smettendola di parlare di problemi legati al digitale quando in fondo c’è un problema legato alla capacità delle guide di fotografare fenomeni e cambiamenti che sembrano andare molto più veloci di quanto non evolva la critica stessa. Mi ci metto anche io, da ex-direttore di una guida di ristoranti e curatore attuale di quella delle Osterie d’Italia, mi ci metto con l’esperienza che ho, errori inclusi.

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Michelin 2015

La "Rossa" capace di sorpassare a sinistra le altre guide?

All’indomani della presentazione della Michelin piovono, severi, i giudizi sulle scelte della guida francese. “Poco generosa”, “nessun nuovo tre stelle”, ecc. Più o meno un disco incantato. Eppure, a guardar bene, come già accaduto negli ultimi anni, sembra che la Michelin di fatto si muova con maggiore agilità di prima e faccia piccole (grandi) scelte coraggiose. Quelle che non tutte le guide in tempi di crisi riescono a fare.  Continua a leggere

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le nuove Osterie d’Italia

Avevamo in mano un lavoro straordinario e l’impresa era ardua: crescere e migliorarsi senza stravolgere nulla del patrimonio costruito negli anni. La guida Osterie d’Italia 2012 volevamo fosse una guida nuova e al tempo stesso -si perdoni la ripetizione- sempre la stessa guida. La principale novità è forse che abbiamo adeguato il nostro sguardo. Per farlo il primo intervento è stato rinnovare la guida graficamente dentro e fuori: abbiamo da un lato rafforzato l’identità interna – mantenendo il colore di copertina che da qualche anno contraddistingue Osterie d’Italia – ed esterna dando anche a Osterie l’aspetto delle altre guide slow inaugurato lo scorso anno con Slow Wine. Dall’altro abbiamo modificato la grafica delle schede con nuovi simboli e nuovi colori, un nuovo carattere, e una maggior pulizia; quella delle cartine che abbiamo reso più precise; quella degli inserti che abbiamo distinto con maggior forza dalle schede di osterie, rendendoli più leggeri e dando più valore alle loro introduzioni che sono fondamentali per raccontare realtà spesso poco conosciute. Continua a leggere

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Guide e rivoluzioni

Mentre passa sotto silenzio una notizia che ha dell’incredibile: Lo Mejor de la Gastronomia di Rafael Garcia Santos non pubblicherà più la sua temuta guida (e qui possiamo scatenarci a pensare che è il web che avanza e/o constatare la fine dell’impero di chi negli ultimi anni ha condizionato di più la nuova cucina d’avanguardia) qui in Italia ci prepariamo ad una giornata importante. Continua a leggere

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L’altro mondo

Dopo due anni di lavoro, di cui uno particolarmente dedicato alla guida Osterie d’Italia posso dirlo: esiste un altro mondo. Osservazione ovvia, certo. Ma quello che mi ha colpito -è arrivato il momento dell’outing- è che questo mondo lo conoscevo troppo poco. Il mondo della cucina tradizionale, della trattoria, dell’osteria, del nostro passato, quello che pensiamo di conoscere. Tutti, come quando ci sentiamo allenatori della nazionale dopo la partita. Il mondo di una ristorazione fatta di sistemi e valori diversi, di microeconomie, di rapporto con il territorio, di ripensamento in chiave nuova di quella che è l’identità italiana. Un mondo che –mi permetto di dire– conoscono bene davvero in pochi. Continua a leggere