Mangiare da soli

6 ristoranti tra Firenze, Torino e Roma in cui mangiare senza compagnia non diventa un motivo di imbarazzo.

Chi si trova a viaggiare frequentemente per lavoro (che più che un’occasione è una vocazione) e a non farlo in gruppo si sarà spesso trovato, come succede a me, a dover organizzare cene qua e là senza poter godere di buona compagnia. Una cosa che, devo dire, detesto abbastanza perché non c’è atto più sociale e conviviale che quello di condividere un desco. Lo detesto così tanto che ho speso fortune per pagare il conto di chi mi accompagnava a fare recensioni. Ma qui non parlo del mangiare del critico bensì di quello quotidiano, di chi però deve praticarlo fuori casa e non ha il tempo di organizzare un bel nulla.

Con il tempo ho capito che la scelta della tavola del viaggiatore solitario prescinde dai criteri classici di scelta di un buon locale perché le priorità sono altre. Anzitutto star bene e in pace, perché mangiare da soli presuppone una dimensione tutta da costruire, a meno che non ci si voglia limitare a svuotare i piatti. Star bene e in pace significa non avere gli occhi addosso, non essere messi in tavoli scomodi al centro della sala, se possibile confondersi con gli altri. Poi significa riuscire ad avere una buona relazione con il cameriere (o il maitre o chi per lui), che non deve farti sentire inadeguato e può confortare il tuo pasto con qualche buona chiacchiera, ma senza adottarti come fossi un trovatello depresso al quale bisogna tener compagnia. E, soprattutto, non deve cercare di ingozzarti perché hai occupato un tavolo da due e mangi per uno.

Evitare dunque locali romantici e da coppiette, spazi ricercati e musica di sottofondo, e preferire invece ristoranti affollati e un po’ rumorosi, vissuti possibilmente da persone che sono lì per ristorarsi più che per passare un momento unico e speciale. Vanno bene le trattorie e le osterie, soprattutto quelle più semplici, perché quelle che si danno un tono sono da evitare se si mangia da soli. I ristoranti gourmet particolarmente sofisticati talvolta possono essere una buona soluzione, perché chi serve sa come comportarsi, ma più spesso gli stellati medi sono luoghi del tutto inadatti a una cena solitaria, perché richiedono un livello di attenzione e coinvolgimento che alla fine di una giornata di lavoro sono una vera chimera: “Fatemi mangiare in pace che già sono da solo e mi rode…”. 

Qualche buona scelta per mangiatori solitari in tre città italiane:

Firenze 

Trattoria di’ Sordo
Una vera e propria trattoria di quartiere dove il cibo è di media qualità ma l’atmosfera è perfetta. I tavoli, peraltro, alla sera sono quasi per la metà occupati da single come voi! Una vera rarità che vi metterà perfettamente a vostro agio e vi permetterà di gustare al meglio il segato di carciofi e il pollo fritto. Prezzi bassi.

Impressione Chongqing
Non mi chiedete perché si chiama così e andateci possibilmente fuori dagli orari di punta. Il locale è affollatissimo soprattutto da cinesi e vi perderete nel mucchio. Peraltro se finite a un tavolo accanto ad altri sappiate che la coppia di cinesi medi non si volterà neanche una volta a guardarvi e voi starete tranquilli a mangiare il vostro manzo in brodo piccante e potrete anche piangere dal bruciore in santa pace (astenersi stomaci deboli). Prezzi bassissimi.

Torino 

Banco vini e alimenti
Il bancone aiuta… e il via vai continuo di persone permette di rilassarsi con un buon bicchiere in mano (e poi con un piatto) senza sentirsi fuori luogo. Peraltro qui la cucina è anche buona e ricercata, ma nessuno vi dovrà spiegare per cinque minuti il perché e il percome di ogni dettaglio (quello lo fanno nel loro locale fratello a pochi metri, il Consorzio). Si beve straordinariamente bene e i prezzi sono accettabili.

Al Gatto Nero
È il locale della borghesia torinese per eccellenza, e la borghesia torinese non si volterà mai a guardarvi se siete da soli al tavolo. Non sta bene. La cucina è rassicurante e il servizio mette sempre a proprio agio, anche perché qui è rodato dal 1959. I tempi di servizio, altro dettaglio non da poco, sono giusti e non si viene sequestrati per due ore al tavolo come avviene spesso in ristoranti di questo livello. Perché il livello qui è alto e i prezzi anche.

Roma 

Da Flavio al Velavevodetto
Diciamo subito qual è il principale difetto di questo locale: le porzioni enormi. E dunque se siete da soli meglio prendere le misure prima di ordinare primo, secondo e contorno. Detto questo da Flavio si sta benissimo perché l’atmosfera è quella della mensa romana tradizionale, con l’oste che ci sa fare e alcune decine di tavoli attorno a voi. La cucina, anche, è tradizionale e non delude. Prezzi da trattoria onesta. 

Mamma Angelina 
La versatilità è una delle virtù di questo locale. Dunque non solo ci troverete la giusta dimensione, ma anche un’offerta estremamente varia che non obbliga a mangiare sempre le stesse cose. Carne, pesce, cucina tradizionale, piatti più creativi, mezze porzioni, porzioni doppie: da queste parti si è abituati a fare contento il cliente. Ah, che rarità! Il pesce peraltro è sempre freschissimo e il rapporto qualità/prezzo molto buono. A cena bisogna sempre prenotare, però. 

Magari continua…

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