Un assaggio di Spagna

Il Dia de la Tapa celebra in tutto il mondo le tapas come simbolo della gastronomia spagnola.

Domani, giovedì 22 ottobre, sarà un giorno speciale: in tutto il mondo si celebrerà il Dia de la Tapa, la giornata internazionale dedicata alla gastronomia spagnola, che ha scelto questo tipico modo di mangiare per rappresentare a livello mondiale la propria cucina. Già perché la tapa non è un piatto, non è paragonabile alla pizza italiana o ai formaggi francesi: la tapa è una maniera di mangiare e probabilmente anche un modo di socializzare.

Nata nel Sud della Spagna come sistema per offrire assaggi e spuntini in abbinamento a un buon bicchiere, la tapa non era altro che una porzione ridotta, tanto che sulle lavagne dei bar tradizionali troverete ancora la distinzione fra tapa e racion, cioè fra assaggio e piatto, potendo ordinare la stessa cosa in quantitativi diversi, che si tratti di tortilla, jamon o altro. Ma attenzione: la tapa non è mai stata cugina della nostra mezza porzione perché le tapas si mangiano in sequenza, possono essere aperitivo o cena in funzione della quantità, e spesso si consumano in piedi, alla barra (bancone) chiacchierando con gli amici e gli altri avventori e, perché no, anche spostandosi di bar in bar per assaggiarne diverse. Fu così che scrissi e girai uno dei miei primi pezzi sulla gastronomia spagnola a Barcellona insieme a Pierluigi De Pasquale, regista Rai, e Didac Lopez, chef, che allora aveva lanciato le sue tapas gastronomiche nel mitico bar Estrella De Plata, che oggi non esiste più. Era il 1999 e stava nascendo anche nella capitale catalana la tendenza alle tapas di qualità, che vedeva cuochi cimentarsi nell’impresa e appassionati affacciarsi al mondo della cucina attraverso di esse.

La tapa è oggi andalusa, catalana, basca, castigliana ed è diventata una forma attraverso cui i grandi chef hanno per anni servito i loro menu, in piccole porzioni. Ferran Adrià negli anni d’oro de elBulli aveva una suddivisione del menu in snack, tapas e piatti, e in tanti lo hanno seguito. La tapa poi è diventata il simbolo di alcuni gastrobar, che magari non si dedicavano alla cucina creativa ma che accostavano ingredienti di pregio in platillos (piattini) che costruivano di fatto un possibile menu. E non c’è dubbio che oggi la tapa sia anche un’ottima maniera per mangiare bene ma non troppo, visto che le occasioni per mangiar fuori sono sempre di più e si ha voglia di farlo senza eccedere. In tutto questo rimane evidente quanto la tapa, un po’ come un cono gelato e una tazza di noodles, rappresenti un modello, sia fonte d’ispirazione e d’imitazione, si sia trasformata in un’icona a livello mondiale. Che ha aiutato non poco la cucina spagnola ad affermarsi internazionalmente negli ultimi anni, tanto da riempire le pagine dei giornali e conquistare palcoscenici oltreoceano suscitando qualche invidia da parte dei cugini francesi.

Anche perché – noi italiani lo sappiamo bene – il successo di una tavola è dato dalla qualità degli ingredienti e dalle buone tradizioni ma anche dalla convivialità, e su questo la tapa sembra imbattibile. Insomma, se siete appassionati del tema oppure se ancora non avete mai avuto occasione di assaggiarne una, il Dia della Tapa è comunque un’occasione unica, durante la quale molti locali offriranno tapas di ogni ordine e tipo. Tutte le informazioni sul sito internazionale www.diamundialdelatapa.es ma anche sulle pagine dedicate di Milano e Roma, che indicano i tanti locali coinvolti nelle due città.

Nella foto: anchoa con pisto a la bilbaina di Josean Alija del Nerua di Bilbao

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