Ristorante Il Giardino Ventotene

Il ristorante ideale (Il Giardino?)

Confortevole, semplice e onesto. Con tanti buoni motivi per tornare.

Il ristorante ideale ha tratti sfumati, non troppo precisi, ma riconoscibili. Un insieme di cose che danno piacere e che al tempo stesso permettono di trovare (o ricreare) una propria dimensione a tavola. È, fondamentalmente, quello in cui si torna più volentieri e non è detto che si riesca a spiegare il perché. Ci si sta bene, quello è il perché.

Il ristorante ideale magari è in un posto isolato, tranquillo. Fuori dalle rotte ma anche facile da raggiungere. È un luogo in cui non aspetti mai del tempo inutile all’ingresso, ma un sorriso ti viene a prendere. È confortevole e non troppo piccolo, c’è spazio fra i tavoli e non sembra mai troppo affollato. L’intorno deve essere bello, ma per me è meglio se non ci sono tavoli speciali. Il suo essere democratico è parte del suo essere ideale: non esistono figli e figliastri, tavoli belli e tavoli sfigati. L’atmosfera è rilassata, riesce a metterti presto a tuo agio, e molto spesso i desideri vengono intercettati ed esauditi. Se non è così, comunque, le richieste trovano veloce soluzione.

Nel ristorante ideale c’è un buon odore, che non è di cucina ma magari è quello di un bel giardino, di erbe aromatiche. Che è naturale, ça va sans dire, non ricreato. Il menu si legge facilmente, è semplice e chiaro, ti racconta delle materie prime usate ma non spende troppe parole. Permette di scegliere liberamente, di costruirsi un proprio percorso, e non c’è il menu degustazione. La cucina, onesta prima di tutto, convince al primo assaggio, che non è necessario fare componendo il proprio boccone da destra verso sinistra (o viceversa) con tutti gli elementi presenti nel piatto, goccia di salsa inclusa, secondo uno schema da Settimana Enigmistica. Il primo boccone convince subito, come l’ultimo. La materia prima si deve riconoscere e se racconta un pezzo di storia locale è meglio. Di sicuro deve raccontare quella di chi l’ha prodotta, forgiata, coltivata.

La carta dei vini è chiara e di poche pagine: storie di vignaioli scelti con criterio, e questo si deve capire. Il servizio ideale non è mai altezzoso, cerca di essere accomodante e ti accompagna con un po’ di complicità. Non ti abbandona e non ti sta troppo addosso. Sottolinea con garbo il lavoro della cucina, anche solo diliscando con cura un pesce al limone. Il ristorante ideale ti trasmette immediatamente il senso e l’identità del luogo in cui sei, anche per quello te lo fa amare di più. Difficilmente sarà un posto qualsiasi. E, al momento del conto, non solo il totale sembrerà corretto ma probabilmente si sarà felici di pagare, pensando a lasciare già una prossima prenotazione.

Il ristorante ideale esiste? Forse su un’isola, e magari si chiama Il Giardino.

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