I bistrot, Roma e Gigi Nastri

L'ex chef di Settembrini e della Gazzetta di Parigi torna nella capitale con un suo progetto.

Non me ne voglia Gigi Nastri, cuoco che stimo, se prendo spunto dall’intervista che gli ha fatto Massimiliano Tonelli per ragionare di alcuni umani limiti della mia città. Beninteso: sono appena tornato a vivere a Roma e sono ben felice di averlo fatto ma più mi guardo intorno e più ho l’impressione che, almeno in un settore che conosco bene come quello della ristorazione, la distanza fra noi e il resto d’Europa si stia facendo siderale.

Gigi sta tornando in città e progetta il suo ristorante. Il modello? “Certamente Rino, l’ex bistrot parigino di Giovanni Passerini”, dice. Ora, anche qui, chi mi conosce sa bene che la mia considerazione per Giovanni è altissima e la mia frequentazione di Rino fu assidua. Ma, pensaci bene, Gigi: Rino ha chiuso! Non già perché non funzionasse – è chiaro – ma perché Passerini – sguardo lungo – ha già colto i limiti di quella bistronomie. In fase calante? Probabile. Di sicuro in mutazione profonda. E allora perché rifarsi a un modello già sparito? Sarà mica che noi romani riusciamo solo a rifarci a modelli? A fare il verso al già visto? Sarà per questo che quasi tutto quello che ultimamente si vede in giro per la Capitale si ispira, a scoppio ritardato, a quello che all’estero (o al Nord) è già passato?

Non voglio crederlo e dico a Gigi: progetta il tuo ristorante in maniera libera e disincantata, interpretalo e adattalo (ma non troppo) alla nostra bella città. Abbiamo bisogno di idee originali e non di gastrobistrot alla parigina. E tu sei uno dei pochi che può riuscire nell’ardua impresa.

1 commento
  1. Luigi
    Luigi says:

    Ciao marco, condivido in pieno quello che dici. Il mio riferimento a Rino era sul l’atmosfera è non sulla formula (ma conosci bene le mie “incapacità comunicative”). L’idea del bistro ormai è scimmiottata da chiunque con l’utilizzo di una lavagna e qualche carattere “fico”. Io farò un ristorante, niente di più e niente di meno e come cercavo di spiegare nell’articolo sarà la somma della mia storia e delle mie esperienze cercando di guardare avanti

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