VinoForte

Fabio Rizzari, il suo libro e il vino raccontato con semplicità.

Non mi sono mai occupato di vino, mi sono sempre limitato a conoscerlo, e berlo. Un po’ perché quello della critica enologica (e più in generale della scrittura sul vino) è un mondo già pieno di protagonisti, un po’ perché ho sempre riservato il mio rapporto con il vino alla sfera privata.

Esiste però un prima e un dopo, nel mio rapporto con questo mondo, ed è l’incontro con Fabio Rizzari. Un amico che ha contribuito non poco alla mia formazione culturalenogastrica. Ma soprattutto uno dei migliori scrittori di vino che io abbia conosciuto e letto. In barba a qualsiasi lessico tecnico degno delle migliori imitazioni di Antonio Albanese, lo stile di Fabio è quanto di più lontano dal linguaggio sommelieristico e inutilmente ricercato della maggior parte dei critici enologici. Piuttosto si fonda su una profonda e autentica conoscenza che si esprime nella sua altrettanto autentica schiettezza e semplicità. O meglio dire apparente semplicità, come sottolineerebbe il buon Fulvio Pierangelini. Poche parole, nessun orpello, zero artifici retorici: piuttosto gli strumenti essenziali a comprendere l’identità di un vino e del lavoro di chi c’è dietro. Il senso di un bicchiere. E l’appassionata voglia di narrare la propria esperienza e conoscenza, mettendo nell’idea stessa di questa condivisione il valore del contenuto. Approccio quanto mai generoso.

Per questo vale la pena di leggere il volume che è approdato ieri in libreria nella collana “i Contorni di Piattoforte”. Un insieme di brevi scritti, veloci da leggere ma utilissimi a chi il vino lo ama, così come a chi vuole imparare a conoscerlo perché ancora non ne sa nulla. Una raccolta di selezionati post internettiani e bloggistici: le Parole del Vino di Fabio Rizzari. Sono un compendio da portarsi dietro, da leggere e rileggere, per sorridere, imparare e riflettere. Che io sono fiero (come mai) di avere avuto la fortuna di pubblicare, amico mio.

1 commento
  1. Fabio Rizzari
    Fabio Rizzari says:

    Caro Marco, condividiamo, oltre a un percorso di amicizia e professionale che dura da quasi vent’anni, credo anche un tratto del carattere simile: quello della discrezione. Apprezzo quindi particolarmente le tue parole e sarei tentato di descrivere con altrettanto slancio la mia stima per il tuo lavoro. Ma per lo stesso motivo spero capirai se ti rispondo nel modo più semplice possibile: grazie.
    E per una volta non ci aggiungo il solito codicillo umoristico/difensivo/sdrammatizzante.

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