Il libro di Paolo

La storia di una vita da critico in 50 piatti.

Sono passati un po’ di giorni e fra fatiche del Salone e pensieri vari non riuscivo a scrivere. Tra l’altro si avvicina la data del 3, e la cosa non mi conforta affatto. Poi, tornato a casa da Torino prima e Firenze poi, ho trovato un pacco dell’ufficio stampa di Mondadori. Era XXL, il libro di Paolo Marchi. Sarà che da editore un libro nuovo è sempre un po’ un evento, sarà che Paolo è sempre stato un interlocutore di riferimento in questo mondo altrimenti fatto di parrocchiette rancorose. Fatto sta che, prima me lo sono rigirato fra le mani, guardato toccato e annusato, poi me lo sono tirato giù d’un soffio, come un gin tonic del Dickens. E saranno stati due anni che non leggevo un libro in una sera.

L’idea è bella, “cinquanta piatti che hanno allargato la mia vita”, ma la cosa più bella è che questo è un libro personale. Non è un libro di cucina, meno che mai sui cuochi. Non è neanche una cronaca dei cambiamenti del mondo della cucina attraverso i piatti. E’ una sorta di biografia personale attraverso i piatti. Dalla quale si possono leggere – questo sì – evoluzione, idee, storie dell’Italia a tavola. Però la cosa più bella è leggere un Paolo cronista di sé stesso, dei suoi limiti e delle sue passioni, di amici e della sua famiglia. Che ricorre spesso e non fa mai solo da cornice. È bello perché restituisce una dimensione del cibo che non è facile scovare fra piatti, menu e guide. Più personale, umana, sociale, e poi economica e culturale. Leggendo XXL è subito chiaro quanto questo mondo dell’enogastronomia abbia un bisogno vitale di sincerità, di uscire dai suoi confini, di aprirsi e contaminarsi. Guardare avanti, alla faccia di chi contrappone identità ed evoluzione, tradizione e futuro.

Paolo Marchi, XXL, 50 piatti che hanno allargato la mia vita, 192 pp. Mondadori, 16,90euro

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