Italia, pobrecita?

Esordio sottotono dei nostri cuochi a San Sebastian.

Ieri Philippe Regol, foodblogger molto attivo in Spagna, twittava dalla sala del Kursaal, dove si svolge il congresso internazionale di cucina Gastronomika: “Gennaro ha copiato un piatto di Adrià di 15 anni fa”, “Alajmo ha perso la sua eleganza” e “si salva solo il panino di Uliassi”. Ora, uscendo dalle singole critiche, che peraltro non condivido del tutto, va detto chiaro e subito che il nostro esordio come paese ospite non è stato dei migliori. E lo hanno percepito tutti. Mancava un filo rosso, mancava una regia, non era chiaro cosa volessimo realmente dire e perché fossimo il paese ospite. Cosa unisce la cucina italiana di oggi, ad esempio? Quale la relazione con le sue origini popolari? Tema che in molti, da qui, ovviamente volevano approfondire e che è stato ignorato. Ma soprattutto, ancora una volta, i cuochi italiani apparivano in successione isolata e non come immagine di gruppo. E il titolo, sottolineando questa ideale contrapposizione “Norte vs. Sud”, ci stava come i cavoli a merenda, oltre a non aiutare la coesione. Occasione persa? Era una delle domande che circolavano ieri fra i giornalisti. Siamo responsabili di quello che facciamo e a volte sembra che questa consapevolezza manchi.

Stamattina, per fortuna, tutto è cominciato molto meglio. Grazie alla focalizzazione sul tema della natura e della montagna e ad un esordio in apertura di mattina di un Salvatore Tassa in gran forma. Con entusiasmo, rivolgendosi ad una platea incuriosita, ha spiegato attraverso il suo “humus” e le tagliatelle all’olio il perché di una cucina che non può prescindere dal contesto. Oltre a dimostrare, ancora una volta, di essere uno dei cuochi più sottovalutati d’Europa.

3 commenti

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  1. […] si siano presentati in maniera disunita e senza un progetto: lo ha sottolineato Marco Bolasco qui, e io condivido al 100%. Ma il vero peccato di questo congresso é stato quello di pensare solo ad […]

  2. […] en mi cuenta todos los tuits de estos días : @PhilippeRegol  y leer también la crónica de Marco Bolasco que se refiere a […]

  3. […] sono andate meglio di come lasciava presagire la prima mattinata, un avvio scollato fotografato da Marco Bolasco per il quale, «ancora una volta, i cuochi italiani apparivano in successione isolata e non come […]

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