Gastronomika

Italia protagonista a San Sebastian.

Si alza il sipario su Gastronomika, meglio conosciuto come “il congresso di San Sebastian”, che oramai supera i quindici anni di età e che resta, forse perché il primo a proporre un nuovo format fra cuochi, uno dei più seguiti. I cuochi che si succedono sul palco, raccontando delle loro creazioni con il taglio dello stilista che propone la sua nuova collezione, li abbiamo poi visti in tanti altri luoghi, tanto da far dire che questa formula, così come fu concepita, abbia un po’ segnato il passo. Non c’è più Rafael Garcia Santos, contestatissimo critico che però – incontestabilmente – aveva dato una spinta senza pari alla nuova cucina spagnola (ed europea), tanto da far dire che forse dopo Gault & Millau si doveva considerare lui il motore della nuova rivoluzione portata dalla cucina di avanguardia.

Già, ma la rivoluzione, poi, c’è stata? Di questo si discute ancora, e lo si fa anche qui in Spagna, paese orgoglioso come pochi, dove ieri su ElPais un’intera pagina raccontava delle contestazione degli ambientalisti al nuovo progetto della fondazione ElBulli. Contestazioni comprensibili, visto che prevede di ampliare del 200% la cubatura degli edifici in un parco superprotetto e fra i più belli in Europa com’è quello di Cala Montjoi. Fatto sta che 75.000 firme raccolte contro un progetto del salvatore della patria Ferran Adrià fanno un certo effetto.

Ma da domani tocca anche a noi. Già, perché il paese ospite e tanto atteso a Gastronomika quest’anno è l’Italia. Forse con dieci anni di ritardo, visto che gli italiani, cuochi e giornalisti, venivano qui già all’inizio del duemila. Ad ogni modo questo è il nostro turno, e tocca a Esposito, Cuttaia, Scabin, Romito, Bottura e a tutti gli altri che non cito ma che trovate sul programma, fare la propria parte. E qui mi sento di dire che Garcia Santos avrebbe notato che il gruppo vede tanti chef affermatissimi ma praticamente nessun giovane. Staremo mica diventando anche in cucina un paese per vecchi?
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