La pajata di Scabin

Una delle cose più difficili da trovare è la voglia della cosiddetta “cucina d’autore” (a me questa definizione però non piace per nulla) di cimentarsi con i piatti della tradizione. Che non significa ridisegnarli, scomporli, destrutturarli o alleggerirli. Significa provare a interpretarli rimanendo nello spartito. Musicalmente direi più un leggero arrangiamento che delle variazioni sul tema.

Scabin da tempo ha una sua piola. No, non ha aperto nessuna trattoria, semplicemente si diverte a fare la sua trattoria per gli amici, nel retrobottega. Io arrivo ultimo ma devo dire che ogni volta è una cosa nuova e diversa. Per l’occasione ho avuto modo di provare delle incredibili alici al verde (crude e con una salsa inedita, molto leggera), una esqueixada catalana, il fegato alla veneziana (al contrario) e degli incredibili rigatoni con la pajata (foto Bob Noto). Che chiamo io così ma in realtà erano cannelloni rotti con un sugo di pajatina di agnello, poi arrostita e messa sopra. Buonissimi!

 

 

2 commenti
  1. nadina
    nadina says:

    francamente , la foto è “lamentable”, poco attraente… complimenti invece per il sintetico e lucido “viaggio in Catalunya” su radio24, che mi ha dato modo di scoprire anche questo bel blog..

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    • marcobolasco
      marcobolasco says:

      …lamentablemente? In effetti l’ho scattata io dal telefonino e non sono capace. Ho fatto un torto allo che perché in effetti una pajata così bella non si era mai vista…

      Rispondi

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