Piazza Duomo, Alba, Italia

Ci sono volte, tante volte, in cui capita di segnalare a qualcuno il valore di una propria scoperta che si ritiene poco valorizzata in loco. Il suo luogo. Eppure ci caschiamo sempre, soprattutto col discorso sull’erba del vicino. Questa volta tocca a me ma non già perché io non consideri abbastanza Enrico Crippa e il suo ristorante -non ne ho mai fatto mistero- ma perché è fuori di dubbio ormai, dopo pranzi e pranzi, che ad Alba ci sia uno dei grandi talenti mondiali. Sì, mondiali e senza esagerare. Perciò, visto che abito a cinquanta chilometri di distanza e lavoro a venti, debbo dirlo e scriverlo con più convinzione perché vedo che sono in parecchi, qui, a non averlo ancora capito.

Ieri, in un pranzo scoppiettante fatto anche di troppe portate, l’insalata di verdure ghiacciate (il nome l’ho improvvisato adesso a partire dal racconto sul fatto che le verdure cotte ricordano quelle sotto la neve ma potrebbe non essere quello giusto) svettava tra le già sbalorditive royale di lepre e tinca in carpione, per non parlare del cotechino con le lenticchie. Straordinaria la voglia di Enrico di giocare con i piatti e i sapori conosciuti, tra memoria e classici internazionali, con l’entusiasmo di un bambino e la tecnica di un maestro.

Non bisogna andare troppo lontano per provare grandissima nuova cucina, è sufficiente fare un salto ad Alba. E’ più vicina di Copenhagen 😉

3 commenti
  1. pappabuffaebae
    pappabuffaebae says:

    giustamente anche l’occhio vuole la sua parte….ma con la crisi che va avanti la gente non guarda piu’ il bel piatto e la sua composizione,ma vuole mangiareeeeeeeeeeee e spendere poco,anzi mangiare molto e magari spendere meno che niente, almeno da noi nel sulcis….quasi quasi passa la voglia di fare ristorazione.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi unirti alla discussione?
Sentiti libero di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *