Giancarlo Morelli

Mi dicono che un’altra sua foto sia su Vanity Fair. E’ Giancarlo Morelli, il cuoco di Seregno, uno di quelli che mi convincono di più. Timido ed estroverso al tempo stesso, dipende da quando e con chi, è un personaggio convincente e pieno di energia. Siamo stati lì a mangiare, lì al Pomiroeu di Seregno, qualche giorno fa, in una pausa serale da Identità Golose. Una sosta golosa, sicura, in cui risotto, cotoletta e maialino sono rimasti incisi nella memoria gustativa. Uno dei migliori risotti allo zafferano mai mangiati. Come sempre, peraltro, da Morelli.

Tutto questo però non per fare elogi. Ma perché, quando per l’ennesima volta giorni fa all‘Università di Pollenzo, uno studente mi ha detto “ma ancora con questa storia di tradizione e innovazione? Sentirne parlare per noi giovani è un po’ come riferirsi a categorie politiche superate…”. Beh io ho pensato a Morelli. Alla sua capacità di essere un grande cuoco, moderno, attento al contesto. Di fare piatti di territorio senza evocare nonne, a quella di mettere cose nuove nel piatto senza eccessi. La sua bussola? Il gusto. E una buona dose di intelligenza gastronomica e carattere. Fuori dagli schemi.

1 commento
  1. eleo
    eleo says:

    Pienamente daccordo …..Uno dei grandi della cucina italiana, sa unire esperienza, innovazione, sapienza , conoscenza della materia prima, con grande intelligenza !!!!
    Andare al Pomiroeu e’poesia
    Grande Morelli

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