Guide sì, guide no

Mi soffermo su Torino non solo perché ci vivo ma anche perché di guide relative a questa città non se ne trovano ancora molte. E comunque perché vale la pena di guardarle bene, le guide, sfogliarle e possibilmente leggerle, prima di comprarle.

E’ il caso di queste due. La prima, la “Guida 150” di Cavallitto, La Macchia e Iaccarino è a tutti gli effetti un libricino da non perdere. E non solo perché c’è una selezione davvero ben fatta di locali torinesi (ma quest’anno anche se piemontesi) ma soprattutto perché leggerla è un piacere. Lo stile della casa, infatti, è infatti quello di una narrazione colorita e piena di spunti, immaginifica e spesso ironica, come poche guide (anche a valenza internazionale) riescono ad essere. Si è capito che mi piace, motivo per il quale perdono agli autori 😉 la scelta di classificare i ristoranti torinesi e non quelli piemontesi.

La seconda parte da una gran bella idea, peraltro già vista in diverse altre edizioni cittadine (Roma e Milano su tutte). Che è un po’ quella della Zagat, a cui “Il Mangelo” somiglia davvero tanto. Peccato poi che le pagine negli indici non corrispondano a quelle vere, che “il miglior giapponese” nella classifica delle pagine iniziali sia poi un locale classificato con 5 (su 10) all’interno (mentre gli altri giapponesi con punteggi migliori, n.d.r.), che la selezione di locali sia davvero poco selettiva, che nelle pagine finali siano citati locali del gruppo Autogrill (sponsor) presenti su autostrade e negli aeroporti. E che i voti di questi ultimi siano decisamente altini. Per la precisione c’è solo una insufficienza, a differenza delle decine e decine presenti nelle pagine precedenti. Sic!

6 commenti
  1. Barbara
    Barbara says:

    Ciao Marco leggo con un po’ di dispiacere quanto scrivi della guida Il Mangelo… Se davvero conosci la Zagat dovresti sapere che non fa nessuna selezione dei locali inseriti e lo stesso fa Il Mangelo. I ristoranti sono tutti quelli indicati dal pubblico che lascia il suo commento sul sito del Mangelo: è una guida democratica, fatta dalla gente che davvero va al ristorante e non da critici o esperti (non ci sono autori per le guide Il Mangelo).
    In merito ai locali di Autogrill non sono gli unici presenti e se hai letto l’introduzione alla sezione Premium Travel si dice che le 3 società di ristorazione commerciale (Autogrill, MyChef e Cremonini) hanno cominciato a indicare alcuni dei loro locali, lasciando al pubblico il commento su quelli e molti altri. Si è trattato solo di una nuova iniziativa volta a far parlare anche di quei locali che nessuna cita mai, sebbene siano davvero molte le persone che in viaggio si fermano a mangiare negli ‘autogrill’.
    Potresti lasciare tu un commento su questi invece di limitarti a dire che i voti sono altini…

    buon lavoro

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    • marcobolasco
      marcobolasco says:

      E’ democratico lasciare anche agli altri dire cosa pensano di un libro che hanno comprato. Dopodiché il fatto che la selezione dei locali, su una città come Torino, “sia poco selettiva”, rimane anche se la guida è fatta “dalla gente”. Proprio per questo per me le guide di questo tipo sono poco affidabili. Perché non c’è nessuno che se ne prenda la responsabilità. Dopodiché ho fatto delle critiche precise, in modo particolare su errori, e rimane il fatto che -se è vero che i voti sono attribuiti dal pubblico- risulta poco comprensibile il perché siano così alti (e molto più alti di tanti legati ai ristoranti inseriti: è un dato statistico) quelli attribuiti ai locali dello sponsor della guida.
      Non ci saranno autori (!) ma un editore sì.

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  2. Barbara
    Barbara says:

    Assolutamente aperta alle critiche, quando si è letto il libro e non solo comprato…
    sulla selezione mi sembra che non ci capiamo: non è intenzione della guida fare una selezione. Come accade nella Zagat, Il Mangelo punta ad avere tutti i ristoranti di Torino sulla base delle segnalazioni fatte dalla gente. In quanto tempo potrà accadere non te lo so dire.
    Sugli errori, ne prendo atto ma credo che un numero di pagina errato rispetto alla segnalazione di un ristorante inesistente (vedi altre guide) possa essere scusato dal pubblico: a tutti è concesso un piccolo refuso.
    Sul Premium Travel come ti ho scritto i voti in questa prima fase sono stati dati dalle aziende che hanno proposto di fare una mini sezione dedicata ai locali in autostrada/aeroporto, quindi è comprensibile che siano più alti del vero. L’editore ne ha preso atto come prende atto dei giudizi della gente (in fondo anche i signori di Autogrill sono persone che vanno al ristorante!) e attende che siano gli utenti, quindi anche tu, a commentare, ma solo dopo averli provati.
    sei davvero sicuro che siano alti? sei stato in tutti gli autogrill segnalati? mandaci il tuo commento!

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    • marcobolasco
      marcobolasco says:

      Invece secondo me è tutto molto chiaro: una guida è sempre una selezione. Anche le Pagine Gialle lo sono. “Tutti i ristoranti” non possono esserci: a Roma sarebbero circa 7000. E la Zagat non ha mai preso in considerazione una totalità di ristoranti, visto che a NYC ne inserisce 2000. Per me comunque troppi ma infinitamente pochi se si considera il numero di ristoranti presenti in città. Se poi si prende in considerazione il rapporto NYC-Torino allora i 365 ristoranti di Torino sono davvero un’enormità. Insomma il fatto che non ci siano critici -a mio avviso- non può escludere gli autori/editori dal concetto di selezione, che esiste. E non è un valore a priori la democraticità e l’ampiezza delle segnalazioni, è un valore per alcuni. Per me no. Visto che esiste comunque una selezione, chi la fa (pubblico incluso) ne è l’autore e ne risponde.

      Per quanto riguarda invece la sezione “Premium Travel”, Barbara, l’idea è ottima solo che il fatto che i giudizi li abbiano dati i signori di Autogrill è -diciamo così- un po’ arbitraria. Sarebbe come se i giudizi dei ristoranti li avessero dati, in prima istanza, i cuochi e i titolari dei locali (cosa che peraltro sognano di fare da tempo). E’ evidente che i voti risultino un po’ alti… Perlomeno per la mia esperienza di circa 80-90mila chilometri percorsi all’anno. Comunque vedrò di postare i miei voti. E grazie per il contributo 🙂

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