Parigi, Svezia, Italia

Una delle cose gastronomicamente più rilevanti di questo intensissimo Salone del Gusto 2010 è stata per me la cena “Parigi, Svezia, Italia”. Un evento unico, nei fatti la ricostituzione di un sodalizio, quello tra Peter Nilsson e Giovanni Passerini, che hanno lavorato insieme per un bel po’ di tempo. Mi sono accorto che tanti italiani, distratti da blasoni e nomi altisonanti, hanno lasciato passare uno degli appuntamenti più significativi mentre invece gli stranieri affollavano la sala del Ruràl (Corso Verona 15/c, Torino – t.011.2478470) domenica scorsa: brasiliani, canadesi, statunitensi, francesi, olandesi, inglesi.

Una cena difficile da dimenticare, in cui l’attenzione alle materie (non solo nella scelta ma anche nelle preparazioni) ben si fondeva con uno spirito leggero e scanzonato e con l’ispirazione dei cuochi. E dunque insalata di sgombro garusoli e porri, topinanbur fondente con mele e tartufo nero, raviolo di cipolle con ostriche e funghi, manzo alla salvia (i piatti erano questo e molto di più, le mie sono solo sintesi, n.d.r.).

La sensazione -nettissima- era quella di una generazione di cuochi affine a tutto quello che stava succedendo dentro ai padiglioni del Lingotto e anche per questo capace di fregarsene di modelli predefiniti. Passerini e Nilsson sono due esponenti importanti della bistronomia parigina (e ci tengono a sottolineare che il fenomeno è parigino) ovvero di quell’insieme intelligente di selezione di prodotti e suggestioni che costruiscono menu del giorno dalle caratteristiche sempre nuove. Ristoranti che, per 25-35-50 euro (dipende se pranzo o cena e dal menu) sono in grado in questo momento di offrire bocconi ed emozioni tra le più interessanti d’Europa.

E’ tempo ormai di dire le cose come stanno e dunque accettare il fatto che in molti hanno smesso di cercare un tavolo dal buon Gagnaire perché preferiscono andare da Rino. E -cosa non da poco- a questi molti si aggiungono tutti quelli che da Gagnaire non ci sono mai stati e che attraverso i bistrot stanno scoprendo che la cucina d’autore è una cosa seria.

(foto Luciano Pignataro)

2 commenti
  1. nicola massa
    nicola massa says:

    Ciao Marco,

    tanto tempo che non ci si vede e non ci si sente.
    Spero vada tutto bene.

    Mi ha colpito il fatto che tu abbia messo i brasiliani in testa alla lista degli stranieri presenti. Io vivo qui in Brasile da un anno oramai, l’attenzione e la fame di gastronomia é alle stelle, Sao Paulo é città vivissima sotto l’aspetto culinario, dietro ad Atala ci sono tanti giovanissimi che iniziano a far bene, le università si occupano di gastronomia.
    L’ultimo evento di alta gastronomia si é tenuto proprio all’interno di una delle sedi dell’università di Sao Paulo, l’economia va a gonfie vele e cio’ permette ai brasiliani di viaggiare…

    Insomma, a mio parere, non é casuale vedere sempre piu’ brasiliani in giro per il mondo ad arricchirsi culturalmente per poi tornare a casa in un paese che consente di esprimersi. Di conseguenza non mi stupirei se questo paese diventasse tra qualche anno anche meta di gourmet stranieri.

    Vabbé ho trovato il modo per salutarti!
    Spero a presto

    Ciao
    nic

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