Nuove abitudini e nuovi sapori

Tante volte ho sentito dire che “le nuove generazioni non conoscono più i sapori autentici di frutta e verdura”. Il problema è che non mi sono incluso in questo gruppo, anche perché non sono più di nuova generazione. Eppure -un po’ come i topi di città che scoprono la natura- mi sorprendo sempre più di frequente con sapori che pensavo di conoscere e che sono invece per me completamente nuovi. L’ultimo è quello della zucchina.

Mi riferisco in particolare alle zucchine vendute dai contadini di via Galliari, a lato del mercato di piazza Madama Cristina (quartiere San Salvario, Torino). Io a Roma, al di là di qualche “farmer market” un po’ chic, una selezione di coltivatori diretti con relativi banchi al mercato non l’avevo ancora trovata. Qui ci sono, più o meno tutti i giorni, a vendere prodotti in funzione del raccolto. Non quattro mele pittoresche e le ragazze con la fascia colorata in testa come avevo visto qualche settimana fa a Londra ma interessanti quantità di prodotti molto buoni, venduti direttamente dalle mani che li hanno raccolti.

Ovviamente ci si deve adattare all’offerta, che in questo momento è molto varia (peperoni, pesche, melanzane, pomodori, zucchine…) ma che in gennaio diventa anche solo di patate, rape e cipolle. Ma qualità e gusto sono nettamente sopra la media. Le zucchine in questione sono piccole, dolcissime e con una sapidità finale sconosciuta prima. Forse non avevo ancora mangiato una zucchina vera.

12 commenti
  1. bonilli
    bonilli says:

    Marco, si vede che manchi da Roma, tutti i sabati e le domeniche ci sono i contadini con i loro banchi nell’ex deposito dell’Atac al Circo Massimo e di fianco per un cappuccino c’è Cristalli di zucchero 2.
    Nulla di fighetto ma tante verdure, pane e carni a ottimi prezzi.
    Magari passa a vedere :-))

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    • marcobolasco
      marcobolasco says:

      Io ne avevo visto uno vicino via San Teodoro che non so se è lo stesso ma non mi aveva fatto impazzire. Lo avevo trovato un po’ tanto radical chic.
      Quello che mi piace di qui è che il mercato dei contadini è parte integrante del mercato rionale vero e proprio e c’è tutti i giorni tutto l’anno. Comunque passo a vedere 🙂

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  2. Paolo Volterra
    Paolo Volterra says:

    Sempre per la serie “Signora mia, non ci sono più i sapori di una volta”, posso dire di aver assaggiato zucchine sapide e perfino saline acquistate a un banco del mercato romano di Via Sabotino. Un agricoltore-filosofo che dispensa prodotti eccellenti (patate, fagioli, susine, pesche, mele di almeno sei qualità diverse) usati anche da gelaterie artigianali e osterie di Piazza Mazzini e dintorni. Zona, questa sì, senz’altro fighetta e scontatamente radical chic. Ovviamente, puoi passare a vedere 🙂

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  3. bonilli
    bonilli says:

    Via San Teodoro, appunto, ma saranno contadini radical chic mentre i torinesi vuoi mettere!!! oppure i produttori di Barolo, BMW da € 100mila e mani da contadino, quindi contadino?
    Io questa del radical chic non la sopporto più e comunque se dai un’occhiata in casa forse… :-))

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    • marcobolasco
      marcobolasco says:

      Beh, il tema è moolto interessante. Una differenza tra i mercati messi in piedi in occasioni particolari da piccoli agricoltori o produttori di alta qualità (ne ho visti tanti, anche nel mondo anglosassone) e quello che ho trovato a Torino esiste eccome. E -tanto per far capire che non c’è nulla di schierato- non mi piace particolarmente il Mercato della Terra (iniziativa slow) di Alba. Che ho visto solo una volta ma ho trovato più in concorrenza con le gastonomie chic del centro che non con il concetto di mercato rionale.

      Qui -e non è questione di Torino o Roma, anzi vorrei capire meglio anch’io perché qui e non altrove- esiste un gruppo di banchi -difficilmente distinguibile dagli altri- (e secondo me già questo dice qualcosa) che sono gestiti da coltivatori diretti. E che vendono i prodotti che hanno (in quantità significative) senza racconti, romanticismi e -soprattutto- a prezzi concorrenziali. Spesso più bassi dei banchi normali. Proprio niente a che vedere con i contadini con la BMW, per l’appunto. Direi il contrario esatto. E neanche con gli agricoltori filosofi.

      Mi piacerebbe ragionare di questo, anche per capire il perché. Io adoro i broccoletti in foglia, cicorie e puntarelle che trovavo a Roma e che qui non trovo (e soffro), ma a parità di prodotto (zucchine, appunto, pesche o peperoni) qui sto trovando -dai contadini- una qualità nettamente superiore. Oltre ad un sistema di vendita che funziona e che non di fonda su concetti romantici o propaganda varia. Ma sulla bontà dei prodotti e la reale concorrenzialità dei prezzi.

      L’ho raccontato perché non ne avevo sentito parlare ancora granché. E non sarebbe male se qualche media ogni tanto venisse a vedere cosa succede qua anziché andare soltanto a Campo de’ Fiori 😉

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  4. Alessandro
    Alessandro says:

    Scusa Marco, una curiosità…per uno come te che gira i migliori ristoranti e assaggia cose straordinarie…ma come me l’hai cucinata la zucchina…?

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    • marcobolasco
      marcobolasco says:

      Dunque, la zucchina non l’ho cucinata io bensi Antonella Fassio coniugata Noto, in una delle splendide cene alle quali sono onorato di partecipare la domenica. Erano semplicemente tagliate a fettine sottili e saltate in padella con un po’ di extravergine

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  5. paolo zaccaria
    paolo zaccaria says:

    Marco, a me però non sembra che ci siano molte differenze tra quello che racconti e i banchi dei “vignaroli”, o coltivatori diretti che dir si voglia, che si trovano in diversi mercati romani. Al mercato di Piazza San Giovanni di Dio (un mercato assai popolare e certo non per “fighetti”) ad esempio tutto il lato di banchi verso la piazza, assolutamente identici agli altri, è tenuto da contadini che vendono i loro prodotti a prezzi più che concorrenziali con quelli acquistati ai mercati generali venduti dagli altri banchi del mercato.

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    • marcobolasco
      marcobolasco says:

      Ciao Paolo! Ma infatti tutto sommato quello che volevo cercare di capire era se e dove esistevano situazioni anagole (come diceva Mario Brega). Probabilmente sono io che conosco ancora poco i mercati romani (non avevo trovato cose simili in Prati, Ponte Milvio, Trionfale, piazza Vittorio o in centro dove ho vissuto) ma di sicuro c’è una differenza tra i mercatini improvvisati e con prodotti costosi e l’arrivo (o il ritorno) di coltivatori diretti ad accorciare la famosa filiera. Perciò annoto la tua segnalazione e comprerò lì zucchine questo weekend, se torno 🙂

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