Grazie Lidia

Domenica triste. Se n’è andata Lidia Alciati.

Io debbo dirle un po’ di grazie -qualcuno per fortuna ho fatto in tempo a dirglielo- per quello che mi ha regalato. Che non è soltanto un pezzo di cultura e di cucina di Piemonte, attraverso le decine di piatti fantastici e le migliaia di agnolotti mangiati. E’ stato soprattutto un incontro di riconciliazione tra me e un pezzo delle mie origini, tra me e la mia identità. Me lo ha regalato quando sono stato da lei la prima volta e si parlava di Agliano Terme, di Costigliole e di mia madre. Me lo ha raccontato quando mi spiegava quello che aveva costruito con suo marito, che purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere. Me lo ha detto con i suoi gesti, prima di ogni altro quelli nel lavoro, e con le sue mani, che rappresentano meglio di molte altre cose quello che è la grandezza della cucina italiana. Altro che dibattiti su tradizione e innovazione, materie prime e tecnica. Me lo ha regalato e me lo regala attraverso il rapporto con quei tre figli che per me sono tre fari illuminanti nel cammino attraverso il meglio che esiste in questo settore.

Il sorriso di Lidia mi ha sempre rassicurato. Il suo sguardo intenso, la posa alla stufa prima di cominciare il lavoro, il suo modo affettuoso di chiedere sempre “come va e come sta tua madre?”. E quei cinque, dieci minuti di chiacchiere quando Andrea mi diceva “…andiamo a salutare la mamma?” sono sempre stati zeppi di riflessioni e di insegnamenti. Grazie Lidia.

(foto Consorzio Costigliole)

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