Guida (nuova) di Barcelona #1

Cominciano le giornate di sole, arriva la primavera e tutti vanno a Barcelona (e mi chiamano).

Barcelona resta una città senza mezze misure: negli odori, nei colori, nei suoi modi di mangiare, nel suo essere ordinata e caotica, nordica e mediterranea. Ed è un posto divertentissimo per mangiare.

Ora, io pima o poi una guida di Barcelona la scriverò (anche solo per fornirla a tutti quelli che mi chiedono dritte), per intanto però mi preme dare qualche aggiornamento a quelli che sono rimasti all’Estrella de Plata, che ha chiuso da più di cinque anni, sob 🙁

La Ciutat Comtal è piena di buoni indirizzi, soprattutto sul versante innovativo. Dove per innovativo però non si intende soltanto la cucina molecolare o tecnoemozionale (che razza di definizioni!) ma una formula nuova per proporre cose già conosciute o una cucina dai prodotti locali reinterpretati. Difficile trovare una buona trattoria, insomma.

Tra le ultime aperture, oltre al Bravo24 di Abellan che ha completato la sagra dei 24 (dopo Tapaç e Comerç) ce ne sono diverse altre da appuntare sul carnet:

Per gli amanti delle tapas e delle porzioni poco impegnative, oltre ad Inopia (atmosfera fantastica, sgabelli e cibi semplici e perfetti) e al sopracitato Tapaç24 (entrambi fanno cucina tradizionale e sono ormai aperti da qualche anno) bisogna tener conto della nuova gestione del Vivanda by Jordi Vilà. La nouvelle vague della cucina tradizionale fatta dagli avanguardisti della prima ora, insomma. Nel caso del Vivanda lo sforzo è quello di una maggiore catalanità nei piatti che non sono proprio tapas. In tutti e tre si spendono meno di 30euro. Il Vivanda è anche aperto la domenica a pranzo (a Barcellona la domenica è tutto chiuso!!!) e ha una bella terrazza. Detto questo (non è nuovo ma non lo conosce nessun italiano) il mio erede virtuale dell’Estrella è la Taberna del Clinic, posto bruttino e angusto ma materie prime uniche.

Per quanto concerne le recenti aperture dal valido rapporto qualità/prezzo (cucina ragionata e complessa sui 50) il mio preferito è senz’altro il Gresca di Rafa Penya. Materie prime impeccabili, cucina di impostazione classica ma dalle cotture attente, menu degustazione solo su prenotazione (ma prenotatelo!). Per me uno dei migliori best buy d’Europa. Ad un’incollatura il Coure, vicino alla Diagonal. Ambiente peraltro molto accogliente e tavoli ampli e ben preparati. La cucina è un filo più creativa di quella di Rafa.

Ma la vera grande apertura degli ultimi anni è per me il Dos Palillos di Albert Raurich. Albert era uno dei due secondi di cucina del Bulli e in questo posto (alla base dell’hotel Casa Camper) c’era un orrido e ammiccante fast food alternativo. Albert lo ha ripreso, trasformato e ha creato il posto che tutti sognano: un bar di tapas dal servizio perfetto in un ambiente semplice in cui vedi i cuochi cucinare ma nessuno fa show inutili e il prezzo è quello giusto. La cucina? Senza confini: un mix prezioso di catalanità dei prodotti, idee, tecniche orientali, gioco e gusto. Il ristorante contemporaneo, senza timori di rompere gli schemi.

Altro posto mitico è il Koy Shunka (che credo in giapponese voglia dire qualcosa del tipo: di più Shunka). E’ il secondo ristorante di quelli dello Shunka vicino alla Catedral, uno dei ristoranti giapponesi più interessanti che ci fossero (e c’è ancora) in circolazione. Questo Koy ne è l’evoluzione: design modernissimo e affascinante ed una cucina che -se il Dos Palillos parte dalla Catalogna per sconfinare in oriente- qui parte dal Giappone e sconfina nella nuova cucina catalana. Fatto sta che mangiare merluzzo nero qui è un’esperienza da non perdere. Così come il menu nigiri. Il prezzo è sui 60euro vini esclusi.

Poi ci sarebbe anche la nuova apertura di Raùl, figlio di Carme Ruscalleda, al Mandarin di Barcellona. Ma non ci sono ancora andato. E allora per adesso mi fermo qui anche se ci sarebbero altri posti. Magari scrivo ancora…

7 commenti
  1. Andrea
    Andrea says:

    Ciao, grazie, abbiamo visitato alcuni posti segnalati da te (Vivenda e Taberna del Clinic) e ci siamo trovati molto bene. Però vorrei segnalarti l’indecenza di Comerç24: un posto iper-pretenzioso e con notevoli cadute di stile (secchi per immondizia poco puliti a vista dietro al bancone, il cava caldo perché “non ne abbiamo più in frigo” a metà serata) dove l’innovazione non l’hanno mai vista e dove per sperare di saziarti devi spendere 90 euro a cranio. Non esagero: 22 giugno 2011, 122 euro per 3 porzioni amouse-bouche, 2 bottigliette d’acqua da 33cl, 2 fette di pane e 4 calici di Cava da 6 euro l’uno (unico prezzo non scandaloso). Servizio cortese, va detto, ma il maitre ha tentato in ogni modo di piazzare il menù degustazione (fastidioso) e poi ha perso il suo aplomb quando gli abbiamo detto di no. Una chicca le urla dalla cucina!

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  2. Andrea
    Andrea says:

    Provato in questi giorni di soggiorno a Barcellona sia il Gresca che il Dos Palillos…entrambi esperienze molto soddisfacenti…specialmente per il rapporto prezzo/qualità. Altro interessante indirizzo l’ Alkimia di Jordi Villa, anche questo promosso a pieni voti.

    Andrea

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  3. Andrea
    Andrea says:

    Vi vorrei segnalare a Barcellona se siete alla ricerca di formaggi tipici la formaggeria La Seu. La titolare, una simpatica signora di origini scozzesi, gira tutta la Spagna alla ricerca dei migliori prodotti artigianali. Passateci anche solo per provare le loro degustazioni…ne vale la pena.

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  4. Andrea
    Andrea says:

    Attendo allora con piacere qualche nuova segnalazione….Non sto a segnalarti perhè lo conoscerai senz’altro “Vila Viniteca” dove ho trovato ottimi vini,formaggi,salumi e altre golosità.

    Buon viaggio

    Andrea

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