Turismo e filiera corta

Nel mondo agroalimentare si ragiona -e sempre più spesso- di filera corta. Ovvero di come ridurre i passaggi che contribuiscono (inutilmente o eccessivamente) all’aumento del costo di un cibo o di una merce, riducendo peraltro troppo i profitti all’origine, cioè al produttore.

Mi sono imbattuto, per lavoro, in un sito internet che cerca di fare la stessa cosa in ambito turistico. E per la prima volta -io che passo una buona parte del mio tempo a consigliare indirizzi di viaggio agli amici- ho riflettuto su quanto anche in questo ambito i costi che paghiamo siano inutilmente gonfiati. Basti pensare alla differenza di tariffa pubblicata da un hotel e realmente poi applicata, magari ad un’agenzia. Costi e sistemi che si stanno rivoluzionando anche grazie ad internet e a quello che una volta si chiamava turismo fai da te. Da questo sito si viene reindirizzati ai siti web dell’hotel per poter prenotare direttamente la camera, senza intermediazioni.

Temi molto interessanti, che sono alla base di un ragionamento sul futuro del turismo sostenibile, e non solo dal punto di vista ambientale. O meglio, sprecando meno si risparmia comunque qualcosa. In tutti i sensi

1 commento
  1. Marco
    Marco says:

    Ciao Marco

    il risparmio c’è sul serio se prenoti su uno degli hotel che hanno il loghetto 0% nero. Se ti registri prima come Nozio Traveller, con Il tuo account prenoti da un accesso riservato che c’è sul sito ufficiale dell’hotel a prezzi ottimi. io ho prenotato un weekend in Sicilia … L hotel mi ha tagliato le commissioni

    ciao… Sono anche io socio slowfood ciao

    Rispondi

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