Meraviglia Crippa!

Ricordo ancora, come fosse ieri, quando con Bob dicevamo: “No, Enrico Crippa non è uno dei migliori cuochi italiani. E’ uno dei grandissimi d’Europa”. Erano circa quattro anni fa, non eravamo in tanti, allora. Adesso decisamente qualcuno in più. Anche se -a quanto pare- le Langhe vinicole non varcano questa soglia (al massimo quella della Piola al piano terra) così come nessuno dal Comune di Alba sembra abbia mai chiamato per felicitare i riconoscimenti della critica arrivati negli ultimi tempi. Tant’è.

A tutti costoro dico che la mia cena di ieri sera è stata semplicemente sublime. Una delle migliori mai fatte. Un Crippa in gran forma, sereno, leggero, lucidissimo. Come i suoi piatti, capaci di toccare punte altissime di gusto (e di sensibilità), grazie alla linearità di una tecnica (che non fa uso di alchimie particolari) che si muove ormai tra territorio e universo con l’agilità di un felino su un tetto.

Tra le tante cose che porterò nella memoria gustativa nei prossimi dieci anni c’è il “Merluzzo e Siulot”. Un merluzzo salato dallo chef (solo per venti minuti) accompagnato da cipollotti cotti sulla cenere e riduzione di cipollotto in carpione. Su tutto capperi, pinoli, pomodoro candito e olio nero, realizzato con la parte bruciata del cipollotto e il carbone.

Poco prima del merluzzo dolci “Scampi al naturale con crema vergine all’olio d’oliva, liquirizia e carciofi” che il cui sapore era armonia pura. Mai sentito un crostaceo così ben incastonato nel suo piatto. Quasi come una pietra su un anello, con la crema a far da collante. (foto Enrico Peroli. Non Alberto, Enrico.)

Buonissimi anche i dolci (che nascono in un settore pasticceria che lavora come un orologio svizzero), “l’omaggio a Michele Ferrero” su tutti. Un gioco sulle sue “merendine” molto più interessante di decine di giochi cioccolatosi visti e assaggiati in giro.

A Enrico Crippa un inchino per lo stile, la sensibilità, le emozioni che riesce a trasmettere. A quelli che vivono qui e ancora non ci sono stati un sincero invito a farsi furbi.

A Bruno e alla famiglia Ceretto il mio personale grazie per averci creduto. E per aver sostenuto un’operazione onerosa economicamente ma che ha regalato a questo territorio (e all’Italia intera) uno dei talenti migliori in circolazione. E forse non solo gastronomicamente parlando. Un talento che adesso ha un palcoscenico di primissimo livello in cui muoversi serenamente. Non è sempre facile tenere duro, soprattutto in periodi di crisi, e qui la tenacia, il coraggio e la capacità sono stati il filo conduttore di un impegno di anni che -visto con gli occhi di oggi- appare come l’intuizione capace di uomini orgogliosi, lungimiranti e preparati.

6 commenti
  1. Roberta Ceretto
    Roberta Ceretto says:

    Marco carissimo,
    che dire! io c’ero alla cena, sono stata tra i pochissimi fortunati a parteciparvi, un privilegio che ci è concesso avendo creduto in Crippa 5 anni fa quando lo abbiamo coinvolto nell’avventura albese.
    Condivido il tuo giudizio. Enrico ha fatto un capolavoro di equilibrio e armonia e lo dico e lo penso sinceramente.
    Il territorio è stato un po’ distratto o forse spaventato dalla sua cucina, decisamente inusuale per queste zone. Lui, e noi, non ci siamo arresi e le soddisfazioni sono arrivate.
    Viva Crippa e il suo talento.
    A presto
    roberta
    PS: il talento deve esser genetico, la bravura con la macchina fotografica si eredita in casa Peroli.
    Bravo Enrico (Peroli) e bravo Enrico (Crippa)

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  2. Enrico
    Enrico says:

    Marco leggendo queste righe mi sembra di essere ancora lì seduto a gustare questi spettacolari piatti costruiti da ENRICO con grandissima tecnica e passione come solo lui sa fare.
    Grande Enrico e mi sento di dire anche grazie ai suoi ragazzi.
    Voglio sottolineare anch’io il fatto che non si può pensare di vivere vicino a Crippa e non programmare di andare almeno una volta a trovarlo! “facciamoci furbi!”
    Grazie Roberta per quello che mi hai scritto.Grande anche tuo PAPA’.
    Ci vediamo presto.
    Enrico

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  3. Pietro
    Pietro says:

    Gent.mo Marco e Roberta Ceretto;

    Crippa bravo, ma starei un po’ cauto nel dire il migliore.
    Poco tempo fa’ con 2 cari amici mi trovavo per lavoro in piemonte, volevamo provare la sua cucina…………buona ma con molti picci ci alti e bassi, molti piatti bilanciati ma………..mancavano di uno sprint che ti creasse un’emozione al palato.
    Bravoooooo ma da non esaltarlo troppo.

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