Marzo Settembrino (mea culpa)

Ci sono situazioni in cui senti proprio di aver sbagliato qualcosa. Un disagio dato dal fatto che sai che è inutile che cerchi la pagliuzza perché la colpa è tua. Questa sensazione l’ho percepita -netta- sabato sera, cenando da Settembrini a Roma. “Settembrini è un ristorante in crescita costante, non era sicuramente così solido qualche anno fa”, mi sono detto. “Questa precisione nelle cotture e qualità delle materie prime….”. Forse. Posso provare a convincermi. La verità è che se un giornalista gastronomico deve anche e soprattutto saper fiutare nuovi talenti, beh qui io (e la mia allora guida) abbiamo toppato di brutto.

L’altra sera tra il dentice al limone sui broccoli, i ravioli ripieni di fagioli e conditi con le cozze, la meravigliosa triglia, la ricciola su zuppetta thai con le puntarelle mi sono convinto che il Settembrini di Marco e Gigi (Nastri, non il Settembrini della foto) è uno dei locali migliori della città. Senz’ombra di dubbio. Una squadra in cucina fatta di giovani che ci mettono l’anima, e si sente. Una carta dei vini (e il modo di proporla del buon Gianluca) che si avvicina di parecchio alla mia carta ideale (e non solo per scelte e prezzi ma anche per la compilazione). E i piatti che interpretano tanto quella nuova linea di cucina mediterranea (maestri Pierangelini ed Esposito) che si muove sul sottile crinale del: “è inutile che ci provi perché è un gioco di sottrazioni ed equilibri che devi saper fare”. Insomma non basta solo far bene la spesa, usare pesce e verdure e scegliere l’olio giusto perché per raggiungere alti livelli (ed è questa la novità) ci vuole tanta tecnica nascosta, misura e sensibilità. Gigi Nastri e i suoi ce l’anno.

Io e miei amici abbiamo passato una serata piacevolissima (anche l’ambiente ha gusto e misura e mette davvero a proprio agio) e qualcuno a tavola azzardava un “la migliore cena a Roma degli ultimi due anni…

Ad ogni modo la voglia di tornare presto (cacchio, ma abito a Torino 🙂 e un grande in bocca al lupo a tutta la squadra di Settembrini che sta per lanciarsi in nuove sfide (limitrofe). Se mantengono questi livelli ne sentiremo parlare. E parecchio.

Ristorante Settembrini

Via Luigi Settembrini, 25
00195 Roma
06 3232617

chiuso sabato a pranzo e domenica

prezzo: sui 55euro (vini esclusi)

5 commenti
  1. Claudia
    Claudia says:

    “La tua amica” sente il bisogno di ringraziarti nuovamente per la splendida serata e ribadisce che è stata la migliore cena a Roma degli ultimi due anni. Una parola va spesa anche per i dolci: menta, yogurt e pistacchio (il mio) eccezionale! E pensare che la granita di menta non mi ha mai fatto impazzire….:-) Bravi! E bello vedere la squadra fuori al gelo, a brindare con i calici in fila. Un rito che, come ci hanno poi detto, è una consuetudine che si ripete ogni sera!

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  2. Andrea Sponzilli
    Andrea Sponzilli says:

    Devo dire che questo è uno di quei locali in cui “si sta bene”… non c’è altro da aggiungere secondo me, se non un: bravi continuate così!

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  3. Paolo Volterra
    Paolo Volterra says:

    Però non vale.
    Uno fatica a trovare il locale ‘perfetto’, lo trova, ci va ad abitare vicino (non apposta, ma quasi), ne sussurra il nome a pochi intimi fidati per non vederlo inquinato dai soliti noti (siamo in zona Rai e Tribunale, per cui si sguazza fra esecreabili categorie quali giornalisti e avvocati) e poi puntualmente se lo ritrova su guide e blog 🙂

    Caro Marco, il Settembrini è uno di quei locali del cuore dove la convivialità diventa stile di vita e motore di sorrisi;
    anche solo per un aperitivo (a proposito: notevoli gli champagne).

    Non voglio dire di piatti o vini: lo fai già benissimo tu.
    Voglio solo citare il ‘post-post-dessert’ a base di pane casareccio e nutella dello chef, che ha concluso le nostre cene settembriniane più recenti.
    Reazioni: gioia composta da parte di mia figlia maggiore, dall’alto dei suoi due anni. Più censurabili gli entusiasmi dei genitori.

    P.S.
    Quando scendi in zona Prati, prova a bussarmi.

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  4. orson
    orson says:

    Condivido in pieno.
    Già eletto, insieme alla Fucina, rifugio sicuro delle serate romane.
    Quali sono le nuove sfide dell’ottimo team di Settembrini?

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