Mitica Phaidon, però…

Ero tra i tanti ad aspettare l’uscita di “Coco”, il libro pubblicato da Phaidon su cento chef contemporanei. Se ne parlava da tempo, si vociferava di scelte geniali ed interessanti, di un’opera unica nel suo genere. E’ uscito, è bello, i cento cuochi ci sono e molte scelte sono incisive e originali. Però…

Però si vede che che appena si esce dal seminato e si mettono insieme firme e suggerimenti diversi ed “importanti” ma mal coordinati ecco che anche Phaidon scivola sulla buccia. D’altro canto come riuscire a tirare un filo rosso tra Alice Waters, Fergus Henderson, Ferran Adrià? Il risultato è che -a fianco di Lopriore, Crippa e Oldani- nella capitale spuntano fuori il cuoco della (incredibile e innovativa) mensa dell’American Academy (non accessibile al pubblico) e quello del bar ristorante Necci, locale trendy del quartiere del Pigneto e molto frequentato per le sue atmosfere più che per la sua cucina.

Molto difficile, per una persona normale, capire il senso del tutto. Per me un’occasione persa, peccato.

4 commenti
  1. pina sozio
    pina sozio says:

    Ho mangiato due giorni fa da Necci e la cucina di Ben Hirst continua a soddisfarmi perchè è fatta di scelte forti, gusti raffinati e mai ruffiani. Nonostante Hirst sia inglese e autodidatta (un uomo dell’arte prestato alla cucina, vero?) ha una sensibilità nel riproporre i piatti tradizionali italiani molte volte meglio di chi con quei piatti e quella cultura ci è cresciuto. Per farti un esempio, sabato ho mangiato una delle più gustose code alla vaccinara mai assaggiate a Roma (e me ne scuso, lo dico da profana della cucina romana).
    Questa digressione semplicemente per dire che si, probabilmente la scelta di inserirlo in un libro del genere è alquanto strana, però da cliente che gode di una cucina così contemporanea non posso che esserne felice, è la riscossa della quotidianità più intelligente secondo me.

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  2. oloapmarchi
    oloapmarchi says:

    caro Marco,
    la cosa davvero triste è l’assenza di italiani italiani nei 10 autori, siamo sempre ai margini (solo a volere vedere la realtà senza gli occhi della retorica).
    oloap

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  3. stefano bonilli
    stefano bonilli says:

    Il libro è molto bello, stile Phaidon, e non può certo essere giudicato male per quello che tu dici.
    Come per il calcio – quando le grandi italiane vanno all’estero faticano mica poco, vedi Inter a Barcellona e Milan a Zurigo – il libro esprime l’attuale livello di “rapporti di forza” della cucina internazionale.

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