La “trattoria” di Giorgio Bianco

Bola BlancChi ha già fatto tutto e non deve dimostrare nulla può permettersi di giocare. Ed è quello che avviene a Vonnas dove Georges Blanc, che si è nei fatti comprato un intero paese (dintorni e castelli inclusi), in cui ha creato il suo piccolo impero Relais & Chateaux fatto di alberghi, alberghini, spa, ristoranti, negozi, luoghi per la banchettistica, super ristorante, ha anche un “Ancienne Auberge”, cioè una sorta di trattoria, dove fa da mangiare cucina tradizionale.

Il menu della domenica (a 52euro):

Paté in crosta maison, marmorizzato di foie gras

Cosce di rana “Come a Dombes” (cioè, golosissime, burro e prezzemolo)

Pollo di Bresse alla panna

Pannocchia bressana, ghiacciata al caramello

Tutto tra il buono e il molto buono, porzioni abbondanti, ambiente rustico piuttosto costruito ma piacevole, servizio perfetto.

Quello che però più colpisce è la capacità di proporre piatti dal semplice al semplicissimo in modo impeccabile e con grandi risultati (200 coperti la domenica, almeno una settantina nella settimana, a pranzo). E’ vero che 50euro non son pochi ma qui sono ben spesi. Anche un bel business. Eppure a nessun cuoco italiano di primissima fascia viene in mente di fare un bistrot/trattoria di questo tipo (ovviamente anche nel prezzo). Se si fa bisogna metterci dentro qualcosa di originale, “alto”, magari creativo.  Sarà che in qualche modo in Italia viviamo ancora una forma di ansia da prestazione..?

2 commenti
  1. Alfonso Isinelli
    Alfonso Isinelli says:

    Alajmo con Il Calandrino ci è riuscito ed ha avuto un grande successo, Berton ha fatto del Trussardi cafè un posto bello dove si mangia bene con il giusto, forse chi ci è andato più vicino. al concetto di trattoria è Bottura con la Franceschetta, ma non conosco l’esito commerciale.

    Gli altri, soprattutto nelle grandi città, ti dicono che sarebbe tempo sprecato e non funzionerebbe.

    Non parliamo poi della domenica dove in città è ormai quasi proibito mangiare bene…

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  2. Maurizio Cortese
    Maurizio Cortese says:

    Sono stato all’ “Ancienne Auberge” nonchè al ristorante “Georges Blanc”.
    Aggiungerei, particolare non da poco, che al famoso chef hanno costruito un’uscita dell’autostrada apposta per lui in modo che i suoi clienti potessero raggiungere più facilmente il suo villaggio. Succederebbe da noi?
    Per il resto tutto ruota intorno al loro “poulet de bresse” (notevole il menù degustazione al “Georges Blanc) però se proprio si volesse fare una critica al “carrozzone” si ha a volte l’impressione che sia troppo “costruito” e poco naturale. I balconcini dipinti sulle pareti, il ruscello artificiale con le papere. Si ha a volte la sensazione di girarsi e scorgere l’ “otto volante”.

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